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Dies Iran
Redazione InPiù 09/04/2026
Scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano –“Sembra ieri che, grazie ai bombardamenti americano-israeliani, l’Iran era lì lì per diventare il paradiso terrestre: regime change, mullah e pasdaran morti o in galera o convertiti al cristianesimo e/o all’ebraismo, abolizione dell’Islam, governo liberaldemocratico col figlio dello Scià o qualcun altro scelto da Trump e/o Netanyahu, addio arricchimento dell’uranio, oppositori in trionfo, ragazze truccatissime coi capelli al vento, petrolio gratis e chiù pilu per tutti. Il Battaglione Bibi, sparso fra i media, la destra propriamente detta e la sinistra di destra non avevano dubbi: sì, vabbè, qualche migliaio di innocenti sarebbero morti ammazzati, ma non era il caso di sottilizzare. Ora, ove mai reggesse la tregua dopo i 38 giorni della guerra più pazza del mondo, il bilancio è più che lusinghiero. Hormuz, prima gratis per tutti, viene riaperto solo a chi paga il pizzo all’Iran, che ne diventa padrone. Il regime è più forte di prima, avendo resistito al peggior attacco da 40 anni, con Khamenei jr. al posto di Khamenei sr. E se nel 2003 l’anziano ayatollah scomunicava con la fatwa le armi nucleari, ora nessun iraniano oserà più negare che l’atomica sia l’unico deterrente contro altre aggressioni. Giovani e donne che manifestavano contro il regime, illusi da Trump col famoso “resistete, stiamo arrivando”, si ritrovano in balia di una repressione ancor più dura. In sintesi: gli Usa hanno perso la guerra, come tutte le altre dal 1946. E anche la faccia: nessuno negozierà più con chi bombarda l’interlocutore con cui sta trattando; nessuno si fiderà più di parole retrattili che non valgono nulla. Il 27 febbraio, alla vigilia dell’attacco, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, mediatore nei negoziati insieme ai trumpiani Witkoff e Kushner, dichiarò alla Cbs che l’Iran aveva fornito “piena disponibilità allo stoccaggio zero dell’uranio arricchito”, accettato ispettori Aiea e supervisori Usa e perfino un’intesa sui missili da negoziare con gli Stati del Golfo: insomma “era pronto un accordo molto più avanzato di quello negoziato da Obama”. Ora invece l’Iran proseguirà coi suoi piani nucleari e ha mostrato una disponibilità di missili molto superiore alle stime delle disastrose intelligence di Usa e Israele, sforacchiando l’Iron Dome di Bibi e smascherando le ridotte scorte missilistiche dei due nemici. Ci sarebbero poi le comparse: la Meloni che “non condanna e non condivide” e la Von der Leyen che dice “grazie al Pakistan per la sua mediazione”. Ma della servitù parliamo magari un’altra volta”.
Tommaso Cerno, il Giornale
“Nel Paese dei selfie vintage dove prende forma d’inchiesta qualunque fesseria abbia come obiettivo Giorgia Meloni – commenta Tommaso Cerno sul Giornale - capita di scoprire che Ilaria Salis non occupava abusivamente la sua abitazione di Milano. Intestata all'amico Ivan Bonnin, assunto come assistente parlamentare a Bruxelles a spese nostre, la convivenza era addirittura legalmente attestata nei certificati dell'anagrafe. Stessa via, stesso piano, stesso appartamento. Nulla da dire, figuriamoci, anzi ci consola che qualcuno riuscisse a toglierle il vizietto di vivere a sbafo in casa d'altri. Il problema è che la signora dalle manette luccicanti nel giorno in cui il Giornale ha sollevato il caso del «compagno» beccato in albergo con lei prima della manifestazione romana contro il governo, come fuggì dal processo in Ungheria grazie alla poltrona e all'immunità è corsa a cambiare il suo domicilio. Ed ecco che proprio dal 29 marzo vive altrove, ci auguriamo pagando il dovuto. Nel mondo dei conservatori ancora credono nell'affitto e nella proprietà privata e nella famiglia tradizionale, la cosa sarebbe persino passata inosservata. Ma nel luccicante pianeta progressista, fatto di gender, lgbt e green deal la sinistra ha pensato di vietare l'assunzione a spese nostre non solo dei martiri ma anche dei partner stabili. Visto che a casa dei ministri guardano fino all'ultimo soprammobile, ci vuole dire l'onorevole Salis chi sia davvero il signor Bonnin?”
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