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La resa al gas Russo
Descalzi (Eni) dice che ne avremmo bisogno per 20 miliardi di m3
Pia Saraceno 15/04/2026
Pare superfluo rilevare che senza una soluzione delle cause per cui si è dichiarato l’embargo sarebbe sul piano politico una resa. Dal punto di vista sostanziale, si rischierebbe di vanificare però anche il percorso di riduzione complessiva accelerata della domanda di gas intrapreso dall’Europa come risposta alla crisi ucraina dal 2022. Se il gas russo ci costa meno perché limitarsi ai 20 mld di m3? E se abbiamo finanziato e costruito infrastrutture esuberanti che graveranno sulle bollette e si ammortizzeranno solo in un’ottica pluridecennale, perché accelerare col vigore necessario la sostituzione del gas?L’ad di Enel Cattaneo non ha smentito questa impostazione, ed ha aggiunto un nuovo punto di riflessione gradito alla platea: investire nel nucleare come priorità, anche se sara’ pronto solo tra oltre 10 anni. Forse considerando il gas come necessario alla transizione verso il nucleare sembra dare anzi il proprio placet alla necessità di nuove infrastrutture gas. Insomma, purtroppo per la politica energetica non si annunciano svolte significative che possano aiutarci davvero a migliorare la nostra sicurezza, ma si annunciano costi per remunerare generosamente l’aumento di infrastrutture gas per molti anni a venire.
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