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La doppia scommessa della Fed

Ridurre l'inflazione e rischiare una breve recessione senza abbassare il potenziale di crescita

Marcello Messori 01/08/2022

La doppia scommessa della Fed La doppia scommessa della Fed La scorsa settimana i dati provvisori sull’andamento del Pil dell’economia statunitense hanno fatto registrare la seconda caduta trimestrale consecutiva e la Banca centrale (Fed) ha proseguito il processo di drastici innalzamenti nei tassi di interesse di policy. Nonostante la temporanea conferma di una bassa disoccupazione e la tenuta nella redditività di molte imprese, questo quadro sembra quindi attestare che la politica monetaria statunitense mira a raffreddare rapidamente la dinamica inflazionistica anche a costo di causare una recessione economica. Almeno come prima reazione, gli investitori finanziari sembrano apprezzare tale condotta che richiama scelte degli anni Ottanta. Si compone così un puzzle, la cui problematica soluzione condizionerà gli andamenti economici internazionali.
 
La strategia della Fed poggia su due scommesse. La prima è che la stretta monetaria saprà rimuovere, a breve termine, un’inflazione causata dagli eccessi espansivi delle politiche di bilancio sul lato della domanda e da contingenti strozzature dal lato dell’offerta. La seconda scommessa è che la conseguente ma breve fase recessiva dell’economia ‘reale’ statunitense riequilibrerà le distorsioni senza abbassare il potenziale di crescita e senza causare prolungate perdite occupazionali. In questo senso, la Fed non ha del tutto abbandonato la "forward guidance": pur se con qualche eccessiva opacità, essa segnala che le sue attuali scelte restrittive sono contingenti all’affermarsi di una stabile crescita di medio periodo che troverà equilibrato sostegno dalla politica monetaria. Le contenute variazioni nei tassi di interesse di mercato a lungo termine indicano che almeno una parte degli attori economici sta recependo il messaggio. Tali scommesse richiedono, però, una condizione macroeconomica che esula dal controllo della Fed: l’affermarsi di politiche di bilancio meno estreme, ma ancora espansive. Il rischio è che questo fattore sia compromesso dai veti incrociati fra Amministrazione Biden e Congresso, derivanti dai probabili esiti delle elezioni di mid-term.
 
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