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Quale politica per le Pmi

Nel tempo del "nazionalismo precauzionale"

Claudio Di Donato 27/10/2020

Un operaio di un'impresa edilie Un operaio di un'impresa edilie Non c'è documento programmatico nazionale ed europeo che non preveda risorse e strategie mirate alla crescita delle piccole e medie imprese. Peccato che i titoli si traducano raramente in opzioni politiche e quando avviene non mancano le contraddizioni. Anche il Recovery plan conferma il ruolo decisivo delle Pmi consolidando la linea del Governo e dell'Europa nella proroga di strumenti a sostegno delle piccole imprese nella fase di emergenza Covid-19. Investimenti e risorse sono fondamentali ma l'efficacia dipende dalla coerenza tra strategie e politiche concrete. Ad esempio andrebbe ridefinito il concetto di piccole imprese per assicurare la massima efficacia degli incentivi. Nella realtà gli interventi a sostegno si trasformano in misure a taglia unica dal momento che gli incentivi riguardano potenzialmente il 95% del tessuto imprenditoriale. Sono pertanto necessarie politiche che connettano gli investimenti al mondo produttivo valutando con attenzione le reali dimensioni delle imprese.
 
Le Pmi inoltre hanno un accesso limitato e complicato alle catene globali del valore che si stanno rapidamente ridisegnando su input della Cina che è ormai la fabbrica del pianeta, con la produzione del 28% dei beni intermedi. Non a caso Pechino ha avviato una politica per "incoraggiare" le grandi imprese a integrare le piccole nei processi di approvvigionamento. Anche la Germania da qualche anno sta seguendo questo orientamento e il risultato è che le imprese tedesche della classe 10-49 dipendenti sono aumentate del 30% in 10 anni a 320mila e sono il doppio delle nostre, che hanno accusato una contrazione del 21%. La pandemia sta accelerando, in nome del "nazionalismo precauzionale", un processo dettato da chiare scelte di politica industriale. Ma per le Pmi italiane le priorità sono i costi elevati di conformità, l'eccessiva e superflua mole di oneri amministrativi, un aiuto efficace sull'innovazione e la formazione. Se poi si eliminasse qualche disincentivo a crescere di natura fiscale e si evitasse di introdurre una nuova versione di Mr. Pmi, sarebbe un grande passo in avanti.
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