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Altro parere

Che storia che fa

Redazione InPiù 21/04/2026

Altro parere Altro parere Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano
“L'intervista di Fabio Fazio a Giuseppe Conte – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano -  ha svelato tanti particolari inediti della storia recente che ci erano sfuggiti. Credevamo che aver votato, come Conte dice di aver fatto una volta, per la sinistra Dc di De Mita non fosse proprio un’onta, almeno per Fazio: sennò l’avrebbe detto a Mattarella, Prodi, Bindi&C. che ne furono non elettori occasionali, ma dirigenti o esponenti di spicco. Pensavamo che le primarie aperte per il candidato premier le avesse inventate il Pd, che le indisse ancor prima di nascere nel 2005 (Prodi) e nel 2012 (Bersani): invece abbiamo scoperto che le ha inventate Conte e non vanno fatte perché rischia di vincerle lui. E poi “i tifosi dell’Inter non scelgono la formazione del Milan”: quindi per Fazio il segretario del Pd è Bonaccini, scelto dagli iscritti (i milanisti), e non la Schlein, eletta dai non iscritti (gli interisti). Sapevamo che la Meloni vinse perché Renzi e i poteri retrostanti rovesciarono il Conte-2 e riportarono al governo FI&Lega ridotte ai minimi termini; perché il governo Draghi fu così penoso da raddoppiare i voti alla Meloni, sola all’opposizione, dal 12,5 al 26% in 18 mesi; e perché Letta e i poteri retrostanti rifiutarono di allearsi col M5S, preferendogli Di Maio, Tabacci, Calenda e Bonino. Invece abbiamo scoperto che fu perché Conte sfiduciò Draghi (che non chiedeva di meglio) con sei mesi d’anticipo, impedendogli di portare FdI al 30%. Pensavamo che i governi si giudicassero dai fatti e che il Conte-1 giallo-verde avesse fatto più cose progressiste degli ultimi 6 o 7 governi. Invece abbiamo appreso che basta dichiararsi “di sinistra”, come fa il Pd e non fa Conte, per poter fare le peggiori porcate: governi con FI (Monti e Letta), Verdini e Alfano (Renzi e Gentiloni), FI e Lega (Draghi), Jobs Act, art. 18 abolito, Buona scuola, Italicum, Rosatellum, schiforma costituzionale 2016, Cartabia, riarmo ecc. Pensavamo che sia il M5S sia il Pd avessero governato con la Lega: ora sappiamo che il M5S fu incoerente, mentre il Pd fu lineare. Pensavamo che il dl Sicurezza del 2019, peraltro privo di conseguenze rilevabili, l’avessero firmato Mattarella e Conte dopo averlo depurato dei profili incostituzionali: ora apprendiamo che per Conte fu peggio delle leggi razziali, mentre per Mattarella fu un nobile gesto. Pensavamo che i filo-putiniani fossero Mattarella, che fino al ’22 decorò i migliori gerarchi russi, e Renzi, Gentiloni e Calenda, che facevano gli amiconi di Mosca dopo l’annessione della Crimea: invece il putiniano è Conte, che a Putin non ha mai dato nulla. Stavamo per annotarci queste sensazionali scoperte storiche quando, nello studio di Fazio, ha fatto ingresso il suo storico di riferimento: Giucas Casella”.
 
Tommaso Cerno, il Giornale
“Non posso pensare che in Italia sia vietato parlare di Paolo Borsellino per cui - a pensar male, come diceva quello - viene da dare un’altra interpretazione alla campagna intimidatoria contro il Giornale, il Tempo e il nostro editore Angelucci – commenta Tommaso Cerno sul Giornale -. E cioè che da sinistra si vuole alzare un polverone mescolando fatti e bugie purché non si riapra il file «strage di via D’Amelio». Lo dico perché il Giornale ha solo posto alcune domande agli ex magistrati Gioacchino Natoli e Roberto Scarpinato oggi parlamentare Cinque stelle. Ma, al posto delle risposte, ha ottenuto una batteria di attacchi copia-incolla di politici, in campo per scaldare la piazza anziché arrivare a una verità. E così decidiamo di continuare a porle, quelle domande, pubblicando un verbale inedito. Dal quale si desume che il giudice Borsellino poche ore prima di essere assassinato avesse prelevato un fascicolo. Per approfondire l’omicidio di un imprenditore siciliano che porterebbe dritto verso nord e verso quel filone mafia e appalti archiviato secondo alcuni in maniera frettolosa. Un documento che non solo suggerisce che quella strada non è stata percorsa fino in fondo (da qui la domanda a Natoli e Scarpinato: come mai questo è stato possibile?), ma che dimostra come ci fosse una strada aperta che nessuno ha voluto seguire davvero. Abbastanza per pretendere che una commissione che si chiama Antimafia faccia luce sul caso e non si nasconda dietro regolamenti che impediscono proprio a chi fu protagonista di quelle vicende di approfondirne i dettagli o di valutare nuovi elementi”.
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