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Contundente
Francia, Le Pen ricondannata ma candidata
Il ricorso in Cassazione le consentirà di correre per la presidenza
Riccardo Perissich 08/07/2026
In tutti i nostri paesi, divergenze di questo tipo, sono normalmente composte dalle istanze del partito o con il meccanismo delle primarie. In questo caso invece la decisione l’hanno in pratica presa i giudici di appello, che hanno reso il loro verdetto, bisogna dire, con diabolica abilità. La condanna è confermata, ma le pene sono molto attenuate. Soprattutto, l’ineleggibilità è ridotta al punto da diventare in pratica irrilevante per la scadenza elettorale della prossima primavera. Resta la pena del “braccialetto elettronico”, in sostanza la libertà vigilata, che potrebbe costituire un impedimento grave per una campagna elettorale. In sostanza i giudici, pur confermando la condanna, non si sono arrogati il diritto di impedire una candidatura molto popolare, ma si sono limitati a renderla più complicata, lasciando all’interessata la responsabilità di navigare in acque obiettivamente difficili. Dopo una giornata di discussioni probabilmente complicate in seno al partito, ieri sera Le Pen ha dichiarato di mantenere la sua candidatura, accompagnata da un ricorso in Cassazione che ha l’effetto di sospendere le pene e quindi anche la libertà vigilata. Con un gesto di indubbia abilità, ha inoltre presentato la sua candidatura come un tandem: lei alla Presidenza e Bardella, in caso di vittoria, a capo del Governo. Mossa abile anche perché Bardella potrebbe essere più capace di formare una coalizione con la destra tradizionale, probabilmente necessaria dopo le elezioni legislative. Resta da vedere come funzionerà il tandem nella campagna elettorale. Resta soprattutto da vedere come si organizzeranno le altre forze politiche e cosa riusciranno a fare per impedire una vittoria di LePen che sarebbe comunque una iattura per l’Europa. Ma questa è un’altra storia.
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