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Il forte richiamo del Papa alle responsabilita dell'Europa

E' rimasto l'unico baluardo della pace e dei diritti umani

Rocco Cangelosi 29/09/2026

Il forte richiamo del Papa alle responsabilita dell'Europa Il forte richiamo del Papa alle responsabilita dell'Europa In Francia, patria della laicità e culla dell’integrazione europea, Papa Leone XIV ha scelto il luogo più simbolico per parlare all’Europa: il cuore delle sue radici cristiane e culturali. A Metz, città di Schuman, il Pontefice ha ricordato che l’Europa non è solo un progetto politico: è un’idea di civiltà fondata sulla pace, sul dialogo e sulla dignità della persona. Un patrimonio  di cui l'Europa e' l’unico baluardo rimasto nel desolante scenario internazionale. Ha denunciato la “inutile strage” delle guerre, l’illusione del riarmo e la barbarie crescente delle relazioni tra Stati. Ha difeso il multilateralismo come architrave della pace: l’unico spazio in cui il dialogo prevale sulla forza, l’unico presidio capace di impedire che la volontà di dominio torni a dettare legge. In questo quadro, il  ruolo dell'Europa diviene determinante come fattore di pace e  di difesa della dignità umana. Sono valori  ha ricordato il Papa, non  negoziabili, e l’Europa tradisce sé stessa quando rinuncia alla sua vocazione di accoglienza e integrazione.

 

La partecipazione è stata imponente, a testimonianza di folle smarrite in cerca di valori autentici. Migliaia di persone radunate non per un rito, ma per un bisogno: ritrovare una bussola morale che la politica, ridotta troppo spesso a propaganda, non riesce più a offrire.
In questo contesto, l’appello ai giovani è stato particolarmente rilevante. Leone XIV li ha chiamati a costruire l’Europa di domani, a non cedere alla violenza, a difendere la vita, a impegnarsi nelle comunità e  sicuramente nella politica. Un mandato che suona come un avvertimento: senza una generazione capace di assumersi la responsabilità della pace, l’Europa non avrà futuro. Metz è stato un monito: l’Europa può ancora fiorire, ma solo se torna alle sue radici, difende la dignità umana e riscopre la sua missione storica — essere fattore di pace, costruttore di dialogo, custode di valori non negoziabili. Sta ai governi decidere se ascoltare. Ma questa volta, dei 27 capi di Stato e di Governo Ue, oltre a Macron, era presente solo il premier lussemburghese.

 
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