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Kyiv, alleati, economia, futuro. Vincere si può. Meloni a tutto campo.

Claudio Cerasa, Il Foglio, 12 settembre 2026

Redazione InPiù 13/09/2026

Kyiv, alleati, economia, futuro. Vincere si può. Meloni a tutto campo. Kyiv, alleati, economia, futuro. Vincere si può. Meloni a tutto campo. Il futuro, il passato, il record, l’Ucraina, le paure, i desideri, le delusioni e poi Trump, l’AfD, l’Europa, Draghi, Conte, Schlein, e quella legge su cui lavorare insieme, l’antisemitismo, l’economia, i punti da cui ripartire, le ferite da rimarginare. E poi la colla. In questa intervista con Giorgia Meloni (realizzata da Claudio Cerasa sul Foglio del 12 settembre) non si parla di preferenze, di soglie di sbarramento, di leggi elettorali, di pettegolezzi di coalizione, di polemiche con Vannacci, di sgambetti con le opposizioni. In questa intervista si parla di altro, si parla dei quattro anni di governo Meloni, si parla di ciò che ha funzionato, di ciò che non ha funzionato, di ciò che dovrebbe funzionare meglio, di ciò che forse ha deluso Meloni, di ciò per cui Meloni ha forse deluso gli elettori, di ciò che forse ha sorpreso i suoi detrattori, di ciò che è necessario inserire, nei prossimi mesi, per provare a ragionare sul futuro, sul futuro del governo ma anche sul futuro del centrodestra, senza essere aggrappati al ricordo del passato, per quanto da record. Giorgia Meloni parla con il Foglio poche ore dopo aver appreso della notizia della morte di Emma Bonino, per la quale il governo ha scelto di celebrare, la prossima settimana, i funerali di stato. “Io e Emma Bonino”, ha detto ieri Meloni, “siamo state due donne veramente molto distanti sui contenuti. Ma questo non mi ha mai impedito di rispettare la persona, la sua competenza, la sua autorevolezza e la sua capacità di capire che il ruolo delle donne in questa società, anche nella politica, non è mai qualcosa che devi aspettare”. Contenuti, già. Presidente Meloni, cominciamo da qui. Il record è arrivato, lo sappiamo, ma referendum a parte, in questi 1.420 giorni di governo, qual è il suo più grande rimpianto? “Rimpianti veri e propri non ne ho. Mi pento forse di aver ritenuto sufficiente fare le cose, anche quando non riuscivo a raccontare tutto il lavoro. Sono convinta da sempre che i fatti siano molto più forti di qualsiasi narrazione. Oggi, però, mi rendo conto che sarebbe stato importante far conoscere meglio tutto il nostro lavoro. Perché ha ragione Sabino Cassese quando dice che questo governo ha sfornato provvedimenti ogni settimana, e quei provvedimenti hanno dei contenuti e degli obiettivi. Se ci si pensa è un lavoro enorme, e mi sarebbe piaciuto riuscire ad aggiornare meglio gli italiani sul complesso di questo impegno. Sul referendum sulla giustizia, poi, non ho particolari rimpianti. Avevamo preso l’impegno di presentare una riforma della giustizia, e lo abbiamo fatto. E anche se gli italiani hanno deciso di non confermarla, noi abbiamo fatto il nostro dovere”.
 
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