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Valditara: "ll nostro decreto segue le indicazioni di Mattarella"
Hoara Borselli, Il Giornale, sabato 26 settembre
Redazione InPiù 27/09/2026
Signor ministro, chiede Hoara Borselli in un'intervista pubblicata sul Giornale di sabato 26 settembre, è vero che il presidente Mattarella ha imposto al governo delle modifiche alla bozza di decreto? «Le modifiche alla bozza originaria sono molto marginali e con il Quirinale c'è stata una interlocuzione positiva».
Perché alcuni giornali di opposizione hanno scritto che a Mattarella il provvedimento non piaceva. «Il presidente ha detto ad Amatrice una cosa fondamentale: la scuola non deve creare ghetti. Ha detto che non devono esistere scuole ghetto. Allora cosa significa nella lingua italiana scuola ghetto? Le scuole ghetto "sono quelle con classi in cui si registra una forte e sproporzionata presenza di alunni stranieri, con difficoltà linguistiche o condizioni di svantaggio", quelle cioè che isolano i ragazzi dal resto della comunità. Dunque impedire una forte concentrazione nella stessa classe di chi parte con uno svantaggio educativo va nella direzione auspicata dal Presidente. Il decreto fa esattamente questo: impedisce la concentrazione di chi ha fragilità linguistiche e ne favorisce l'integrazione. Sono misure di buon senso». La sinistra dice che in questo modo si colpiscono i bambini stranieri. Dove vanno se nel quartiere c'è un'alta concentrazione di stranieri? «Le cito un rapporto Ocse, così come vari studi e indagini sociologiche internazionali. Da tutto questo materiale esce un'analisi univoca. L'alta presenza in una classe di ragazzi che non conoscono, o non conoscono a sufficienza, la lingua del paese dove vivono danneggia in modo grave le loro possibilità di apprendimento e danneggia anche il livello di apprendimento degli altri ragazzi inseriti in quella classe».
Leggi l'intervista completa sul sito di Inpiù
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