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In margine all'Assemblea ONU la firma dell'accordo USA-Danimarca sulla Groenlandia
Paolo Gnes 23/09/2026
A raffreddare l’entusiasmo giunge però la doccia fredda dell’accordo che pare essere stato raggiunto tra USA, Danimarca e Groenlandia sull’assetto di quest’ultima, in ambito NATO e per iniziativa del suo Segretario generale Rutte, e che dovrebbe essere firmato ai margini dell’Assemblea generale dell’ONU. Si è dato ampio risalto al fatto che si è evitato l’uso della forza e che Danimarca e Groenlandia mantengano nominalmente le loro sovranità, ma Trump ottiene, a quanto pare, l’”esclusiva” sugli insediamenti militari e lo sfruttamento delle risorse naturali dell’isola, con diritto di veto sulla presenza militare e sulla realizzazione di investimenti strategici da parte degli altri Stati. Che l’esclusione sia rivolta a Russia e Cina è comprensibile, ma Ue e Stati membri ne sono esplicitamente esclusi? O dovranno essere autorizzati da Washington per investire o intervenire militarmente in un Paese Ue alla cui difesa sono reciprocamente impegnati? Domanda doverosa, dal momento che UE e Paesi membri non sono stati coinvolti nella trattativa, a ulteriore dimostrazione della loro irrilevanza finche’ non diventeranno un unico e credibile soggetto politico. Intanto, se dovesse davvero perdere il controllo della Groenlandia, l’Europa rischierebbe di compromettere la strategia artica che la più stretta integrazione con il Canada mira a rafforzare, ridimensionando al contempo gli obiettivi di maggiore indipendenza strategica perseguiti da entrambe le parti.
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