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“Ibrido” sarà lei
Redazione InPiù 25/09/2026
Sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio critica l’uso del concetto di «guerra ibrida», definita come una forma di attacco condotta senza lasciare tracce, attraverso spionaggio, propaganda, disinformazione, sabotaggi e interferenze. Secondo l’autore, questa strategia viene praticata da tutti gli schieramenti internazionali, ma i media occidentali la presenterebbero come una prerogativa esclusiva di Russia e Cina. Travaglio sostiene che episodi privi di vittime o danni, come sconfinamenti di droni e velivoli, vengano frequentemente descritti come attacchi russi all’Ue e alla Nato. L’autore ironizza sulle reazioni europee, citando casi di missili ucraini scambiati per russi, stormi di uccelli identificati come droni e ritardi aerei interpretati come sabotaggi. A suo giudizio, questo allarmismo finirebbe per rafforzare l’immagine di Putin come una figura onnipresente e capace di mettere in difficoltà i governi occidentali. Secondo Travaglio, l’insistenza sulla «guerra ibrida» avrebbe tre obiettivi: sostenere istituzioni e governi europei in difficoltà, giustificando misure restrittive e interventi contro gli avversari politici; spaventare le popolazioni per ottenere consenso a un aumento delle spese militari; e creare un alibi per ostacolare un vero negoziato sull’Ucraina, che renderebbe evidente il fallimento delle politiche di Nato e Ue. L’autore cita infine la notizia di El Mundo su un presunto rapporto della Cia relativo a un imminente attacco di droni russi contro Italia, Francia e Spagna, sottolineando che del documento non vi sarebbe traccia e che Crosetto avrebbe smentito. Travaglio interpreta l’allarme come una possibile operazione di disinformazione proveniente da Lituania e Ucraina, finalizzata a trascinare gli alleati in un conflitto con Mosca.
Alessandro Sallusti, Libero
Su Libero, Alessandro Sallusti ironizza sull’assenza di un programma comune nel Campo largo della sinistra, immaginando una presunta bozza di accordo capace di conciliare le posizioni divergenti delle sue componenti. L’autore ricorre alla satira per proporre una serie di compromessi paradossali sui principali temi politici. Sull’Ucraina, il testo ipotizza aiuti limitati ad armi giocattolo e proiettili a salve, mentre sull’immigrazione propone «porti chiusi ma a giorni alterni», così da accontentare sia i sostenitori della linea restrittiva sia i solidaristi. La Marina militare dovrebbe sostenere la Flotilla diretta a Gaza soltanto se priva di armi. Sallusti immagina inoltre un’extra tassa sui profitti di banche e assicurazioni, con un’eccezione per Unipol, e un reddito di cittadinanza riservato a chi vive all’estero da almeno dieci anni. L’autore prosegue prendendo di mira le proposte dell’opposizione sulla sanità: le liste d’attesa verrebbero abolite per legge e sostituite da «navigator sanitari» incaricati di incrociare decessi e disponibilità delle pompe funebri. Sul tema della patrimoniale, il compromesso consisterebbe nell’abolizione della proprietà privata. Anche l’occupazione abusiva delle case sarebbe consentita, ma solo a chi possiede una tessera di Alleanza Verdi Sinistra controfirmata da Ilaria Salis. La lista si conclude con l’assegnazione a Matteo Renzi di una delega in bianco per il controllo dei servizi segreti, seguita dalla formula «più varie ed eventuali». Attraverso queste ipotesi volutamente assurde, Sallusti mette in evidenza, secondo la propria lettura satirica, le distanze ideologiche e programmatiche tra i partiti del Campo largo.
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