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Le guerre parallele di Trump e Putin
…e la ricerca di una via di uscita
Rocco Cangelosi 07/09/2026
Sul fronte ucraino, Putin sfrutta la debolezza di Kyiv: tensioni interne, governo in affanno, difese aeree insufficienti. La disponibilità americana a fornire i Patriot sembra attenuarsi proprio mentre Mosca prepara nuovi bombardamenti sulla popolazione civile e intensifica le provocazioni di guerra ibrida contro Paesi NATO. In questo quadro si inserisce la visita di Kushner e Whitkopf a Mosca, che segue la sorprendente missione del direttore della CIA Ratcliffe: una sequenza che suggerisce la preparazione di una proposta americana per chiudere il conflitto, ma anche un avvertimento a Putin a non tirare troppo la corda con le sue operazioni ibride. E proprio mentre si moltiplicano i segnali di una possibile trattativa, arriva l’annuncio inatteso del Cremlino: Putin sospende i bombardamenti per tre giorni per consentire alla delegazione americana di recarsi a Kyiv. Un gesto che non cambia la natura del conflitto, ma che rivela la disponibilità — o la necessità — di aprire uno spazio negoziale. È il segnale più chiaro che Mosca e Washington stanno valutando una trattativa globale per uscire dalle rispettive impasse. Il rischio, per l’Europa, è enorme: un negoziato bilaterale che ridisegni l’ordine internazionale senza la sua presenza al tavolo. Una pace negoziata sopra la testa degli europei equivarrebbe a una marginalizzazione strategica e, per l’Ucraina, a una resa mascherata. È questo lo scenario da scongiurare con ogni mezzo politico.
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