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La provocazione di Krugman: l'economia Ue cresce più di quella Usa

Ma un'analisi approfondita ci dice che (purtroppo) non è vero

Giampaolo Galli 23/07/2026

La provocazione di Krugman: l'economia Ue cresce più di quella Usa La provocazione di Krugman: l'economia Ue cresce più di quella Usa È opinione largamente condivisa che negli ultimi vent’anni il divario economico tra Europa e Stati Uniti si sia ampliato: a prezzi costanti, dal 1999 al 2025 il Pil americano è cresciuto cumulativamente del 76%, quello dell’UE del 46%. In termini pro capite la differenza è minore, ma togliendo gli Stati dell’ex Europa Orientale, che partivano da livelli molto bassi, l'Europa occidentale, intesa come Eurozona a 12, è cresciuta del 27%,contro il 44% statunitense. Paul Krugman, un premio Nobel dell’Economia, forse provocatoriamente, ha sostenuto che questi dati non sono corretti, visto che nelle serie storiche dell’International Comparison Program (ICP) della BancaMondiale a prezzi correnti in parità di potere d'acquisto (PPP) la crescita europea non è inferiore, e, in vari anni, è anche superiore a quella americana. Krugman argomenta quindi che il rapporto Draghi poggia su fondamenta fragili.
 
Due note tecniche dell’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica argomentano che le conversioni PPP, utili per comparazioni statiche tra Paesi, non sono adatte per i confronti temporali tra Paesi; in questo concordano con un altro premio Nobel per l’Economia, Philippe Aghion, nonché con le note scritte in piccolo dagli stessi autori dei dati della Banca Mondiale. Strano che Paul Krugman non avesse letto questa nota della Banca Mondiale: “Le PPP dell’ICP stimate in momenti temporali diversi non possono essere confrontate direttamente poiché rappresentano contemporaneamente variazioni sia di volume sia di prezzo tra i due periodi. Per isolare le variazioni di volume è necessario selezionare un anno base ed estrapolarne i livelli di volume relativo negli altri anni applicando il tasso relativo di crescita dei volumi”. Dunque, se si confrontano le serie in volume si ottengono i dati del rapporto Draghi. Il ritardo dell'Europa rispetto agli Usa sembra quindi confermato. I confronti in PPP possono dare un’idea delle differenze fra paesi in un dato momento, ma, come già argomentò nel 2010 Angus Deaton, anch’egli premio Nobel, poggiano su fondamenta assai fragili perché è quasi impossibile identificare panieri di beni davvero simili fra paesi molto diversi. Il famoso Big Mac del settimanale l’Economist rimane un caso speciale di un bene quasi identico presente in molti paesi.
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