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I disastri climatici aumentano, il Governo dov'è?
L'approccio “pragmatico” che rinvia le decisioni e non affronta i problemi
Pia Saraceno 16/09/2026
I danni creati dal clima in questa lunga estate calda, sia in Italia che all’estero, sono stati invece dalla maggioranza silenziarti il più possibile, e anche gli interventi a sostegno dei territori colpiti hanno subito ritardi. Le dichiarazioni di alcuni esponenti alle numerose presentazioni del libro “L’ecologia dei conservatori” del responsabile di Fratelli d’ Italia per l’energia Nicola Procaccini hanno ribadito la posizione della maggioranza sul tema. Commentando allegramente il persistere delle alte temperature il presidente del Senato La Russa ha osservato che ci stiamo abituando al clima Caraibico (strizzando forse l’occhio ad una interpretazione vacanziera tutto l’anno del nostro clima), senza peraltro menzionare che questo dovrebbe significare la necessità di saper far fronte ad uragani ed inondazioni. La presidente del Consiglio Meloni, che ha fatto la prefazione allo stesso libro, non ha perso poi l’occasione di vantarsi dei successi dell’approccio “pragmatico” del suo governo e del suo contributo fondamentale al ridimensionamento della portata del Green Deal europeo, considerato dall’autore del libro un clamoroso errore. L’approccio “pragmatico”, che altro non è che rinviare il cambiamento facendo credere che così si difende la competitività del nostro sistema produttivo e si riducono i costi della transizione, condanna l’Italia a rincorrere le emergenze ed a perdere le occasioni d’innovazione. Eppure, lo scorso maggio, l’Italia insieme ad altri 141 paesi è stata tra i firmatari della risoluzione Onu che dà attuazione al parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) sugli obblighi climatici degli Stati a tutela dei diritti umani. Secondo il parere della CIG, la violazione di tali obblighi può comportare la responsabilità internazionale dello Stato, che è tenuto a porre fine alla violazione, impedirne il ripetersi e, ove necessario, riparare il danno.
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