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La globalizzazione non e' morta

Un libro di Innocenzo Cipolletta sul futuro delle collaborazioni internazionali

Paolo Mazzanti 25/06/2026

La globalizzazione non e' morta La globalizzazione non e' morta Sopravviverà la globalizzazione a Trump e al sovranismo? A questa domanda risponde Innocenzo Cipolletta con il libro “Dopo Trump. Il futuro della globalizzazione” edito da Laterza. La risposta e’ positiva, nonostante tutto. Ma con alcune precisazioni. E’ vero, sostiene Cipolletta, che il proliferare in diversi Paesi di governi di destra, sovranisti e xenofobi, sostenuti dall’Amministrazione americana, lascia presagire per il prossimo futuro un’ulteriore frenata della globalizzazione, con l’arresto o il rallentamento di molte iniziative di collaborazione internazionale, che potrebbe anche portare a nuove crisi finanziarie.
 
 
Ma la globalizzazione, sostiene l’economista gia’ direttore generale di Confindustria e oggi presidente dell’Associazione editori, appare comunque una tendenza di fondo dello sviluppo della storia dell’umanità, che puo’ rallentare o arrestarsi per qualche tempo, ma poi e’ destinata a rimettersi in moto. Giocano a suo favore il progresso tecnologico, l’aumento dell’istruzione delle popolazioni, la ricerca di efficienza economica, nonche’ la necessita’ di affrontare in modo globale i grandi problemi planetari, dal cambiamento climatico, ai rischi di pandemia, alla lotta alla povertà. La specializzazione produttiva dei diversi Paesi, se ben gestita e sostenuta dalla fiducia reciproca, non e’ negativa e puo’ aiutarci a massimizzare il progresso tecnico e la sua diffusione, senza rinunciare alle nostre identità storiche. E l’esperienza pur accidentata dell’Unione europea puo’ essere un modello di cooperazione anche per altre regioni del mondo. Per questo, conclude Cipolletta, e’ necessario sin da subito, anche se siamo ancora nel “tunnel del regresso”, ragionare e operare per affermare una nuova globalizzazione regolata, senza gli eccessi del neoliberismo, che sappia immaginare nuove forme di collaborazione multilaterale. Sperando che la crisi della globalizzazione non ci porti nel frattempo alla terza guerra mondiale. 
 
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