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I morti non muoiono

Zombie e consumismo

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 21/06/2019

La locandina del film La locandina del film Va bene il cinema d'autore, ma a tutto c'è un limite. Ogni limite ha la sua pazienza, avrebbe detto Totò. E la pazienza ce l'hanno soprattutto gli spettatori che si guardano "I morti non muoiono" di Jim Jarmush, per fortuna solo per un centinaio di minuti. Siamo nella non meglio identificata cittadina di Centerville, sperduta, anonima, noiosissima, in un bosco si aggira una specie di barbone sporchissimo che assomiglia vagamente a uno dei personaggi del "Mago di Oz", invece è Tom Waits quasi irriconoscibile ma a suo modo saggio e farà la fine degli animali domestici nei film americani, cioè sarà l'unico a essere risparmiato. Da che cosa? Dal consumismo per sua scelta e poi dai morti viventi che ogni notte emergono, prima una mano e poi tutto il resto, dalla terra che li ricopre.
 
Come li presenta il regista non fanno paura a nessuno, un po' come quelli di "Thriller", il videoclip di Michael Jackson, ma molto meno eleganti. E poi da morti viventi hanno le stesse manie che da vivi: "Chardonnay, Chardonnay" chiede una vecchia ubriacona, "coffee, coffee" chiede un altro al bar. In mancanza d'altro si buttano sulle interiora dei vivi come fosse una pajata. Solo una misteriosa operatrice delle pompe funebri, una luminosa ed intrigante Tilda Swinton dal marcato accento scozzese, sa come trattarli, bisogna tagliar loro la testa. Lei lo fa alla Kill Bill, roteando magistralmente una katana a 360 gradi e le teste si inceneriscono in fumo nero. Si salverà anche lei, abile com'è, ma con sospetto di "Highlander" e dunque non va messa nel computo dei sopravvissuti.
 
Poi ci sono due poliziotti (Adam Driver e Bill Murray) che fanno a gara a chi fa meno espressioni, quella della paura non la tentano nemmeno e poi un farmer razzista che ha la faccia color taglio limone di Steve Buscemi e un cappello con la scritta "make America white again". Non lo proteggerà dai morti viventi. Invece di aver paura, ogni tanto si ride, o molto meno, anche per quelle metabattute sotto finale dei due poliziotti, a gara su chi ha letto o no tutta la sceneggiatura. Non ci viene risparmiata una spiegazione parascientifica: il consumismo esasperato e i telefonini hanno fatto spostare l'asse terrestre e dunque beccatevi i morti viventi, salvando l'eremita boschivo ed ecologico Tom Waits. L'unica cosa davvero divertente è che, in tempo di cinema ipertecnologico e di ipereffetti, questo di Jarmush è una sorta di sfida e di provocazione in puro stile artigianato arcaico. E allora fa quasi tenerezza.
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