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Nella perfida terra di Dio

Omar Di Monopoli, Adelphi 2017

Ex libris - Elisabetta Bolondi 28/07/2017

La copertina del libro La copertina del libro La Puglia attuale è nota al grande turismo internazionale per le sue bellezze e per il fascino di monumenti come il barocco leccese, il duomo di Trani, Otranto, Castel del Monte, oltre alle attrezzature che fanno di gran parte delle regione il paradiso dei vacanzieri: masserie, resort, spiagge, paesini incantati, feste folkloristiche come la Notte della Taranta. Ma un pezzo di Puglia, invece, è rimasto in un'altra epoca, arcaica, feroce, lontana dalla modernità.
 
E' di questa che ci racconta nel suo ultimo romanzo pubblicato da Adelphi lo scrittore Omar Di Monopoli, capace di farci piombare, attraverso un linguaggio infarcito di dialetto e la costruzione di personaggi ben costruiti e indimenticabili, in un tempo quasi fermo dove superstizione, religiosità antica, violenza sulle donne, sui minori, sui disabili, associazioni criminali coperte dai politici e dalle autorità sembrano regnare indisturbati in una piccola comunità, Rocca Bardata, nei pressi di Taranto, teatro della storia che lo scrittore costruisce con grande piglio narrativo e indiscussa perizia letteraria.
 
Due ragazzini sono stati abbandonati dopo che il nonno, Nuzzo, uno strano imbonitore religioso è morto; il padre dei ragazzi, Tore della Cucchiara, era scomparso tempo addietro accusato di aver ucciso Antonia, sua moglie, il cui cadavere non era mai stato ritrovato. Ora ricompare in paese, con tutto il portato del suo drammatico passato e pronto a vendicarsi delle drammatiche ingiustizie che aveva subìto, pur se a sua volta protagonista di gravissimi fatti di sangue. Un grande convento di suore, retto con mano inflessibile dalla priora, la severa Narcissa, nasconde segreti inconfessabili, che saranno al centro della narrazione con un finale davvero degno di Quentin Tarantino, il cui cognome, per caso, ha proprio la stessa origine dei luoghi descritti nel libro.
 
Antonia, Tore, Nuzzo, Gimmo, Carmine, Agostino, sono tratteggiati con efficacia e restano impressi nelle nostre retine come se li vedessimo proiettati su uno schermo. Di Monopoli racconta una regione devastata dal veleno dell'Ilva di Taranto, dalla Sacra Corona unita, dall'ignoranza, dalla mancanza di morale religiosa ed etica, di senso dello Stato. Cristo sembra essersi fermato a Rocca Bardata, direbbe Carlo Levi se potesse vedere quel disastro sociale in pieni anni 2000. E un altro scrittore ce lo sa raccontare.
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