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Curcio: In futuro un richiamo all'anno, valutiamo l'obbligo vaccinale per tutti

Massimo Giannini, La Stampa, 22 maggio

Redazione InPiù 22/05/2021

Curcio: In futuro un richiamo all'anno, valutiamo l'obbligo vaccinale per tutti Curcio: In futuro un richiamo all'anno, valutiamo l'obbligo vaccinale per tutti «Ne stiamo uscendo. La luce in fondo al tunnel si vede eccome ci stiamo riprendendo la nostra normalità, ma questo virus va sempre rispettato nella sua drammaticità. In un futuro ci sarà un richiamo all’anno e l’obbligo vaccinale è un’opzione da valutare per il futuro». Lo afferma il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, intervistato da Massimo Giannini per La Stampa del 22 maggio. Il cambio di passo c’è stato, ma ancora non siamo stabilmente sopra le 500 mila somministrazioni al giorno. Si può fare di più? «Possiamo aumentare ancora, ma credo che siamo già a un ottimo punto, con una media nazionali del 91% di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate. Per me è questo il dato che conta. Di fatto, le usiamo quasi tutte e continueremo così a giugno, quando arriveranno20 milioni di dosi». Ecco, visto quello che è successo finora, sulle forniture siamo tranquilli? «Direi di sì, non ci aspettiamo defaillances. Il generale Figliuolo è instancabile nel compulsare le aziende farmaceutiche, per evitare imprevisti. Va detto che una delle atipicità di questa emergenza è che i vaccini vengono prodotti e subito distribuiti, senza fasi di compensazione, quindi possono capitare incidenti di percorso. Ma con questi numeri dei vaccinati direi che possiamo stare tranquilli». Un terzo degli italiani ha avuto almeno la prima dose, cosa significa? «Abbiamo 20 milioni di persone protette, soprattutto nelle categorie più a rischio. Un italiano su tre ha ricevuto il vaccino, anzi la percentuale è più alta, visto che non tutte le fasce della popolazione sono vaccinabili. Poi abbiamo un 18-20%chehacompletatoilciclo con la doppia dose, quindi siamo a buon punto». Però ci sono quasi due milioni di anziani non ancora raggiunti dalla campagna… «È vero ed è un problema. Bisogna capire quanti non si vogliono vaccinare, perché nei vari sopralluoghi ho scoperto che ci sono sacche di resistenza e, finché la vaccinazione resta volontaria, non puoi fare molto. Poi bisogna raggiungere quelli che non si prenotano, perché non hanno accesso a strutture informatiche: a livello territoriale, si stanno attivando presidi nei piccoli borghi e nelle aree più isolate per affrontare questo fenomeno». Accennava alla questione dell’obbligo vaccinale: prevederlo, come per altri vaccini, non avrebbe reso tutto più semplice? «Poteva essere una soluzione, ma è un tema che spetta alla politica. Avrebbe significato forzare la volontà delle persone di fronte a vaccini ancora soggetti a rolling review (revisione ciclica, ndr). Comunque è un’opzione da valutare bene per il futuro, visto che dovremo fare richiami annuali».
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