Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Pera: «Il governo deve controllare i pubblici ministeri»

Fausto Carioti, Libero, 10 maggio

Redazione InPiù 14/05/2021

Pera: «Il governo deve controllare i pubblici ministeri» Pera: «Il governo deve controllare i pubblici ministeri» «Bisogna cambiare la Costituzione e porre i giudici che fanno indagini sotto la vigilanza dell’esecutivo, come accade in Europa». Lo afferma il filosofo ed ex presidente del Senato, Marcello Pera, intervistato da Fausto Carioti per Libero del 10 maggio.  Tre mesi dall’uscita delle rivelazioni di Luca Palamara e non si è mosso nulla. Stupito? «Nessuno stupore. Sono amareggiato, certo. Il male nella magistratura, però, è così profondo e diffuso che è difficile nasconderlo. Vengono al pettine nodi di carattere comportamentale, ma anche normativo e costituzionale. Una giustizia simile non può reggere». Il Consiglio superiore della magistratura deve essere sciolto? «Non so se sia possibile scioglierlo, come propongono alcuni. Di certo dovrebbe essere riformato in profondità, iniziando dal modo in cui è stato disegnato nella Costituzione. Limitarsi a cambiare il sistema elettorale con cui sono scelti i suoi membri servirebbe solo a peggiorare le cose». Il sorteggio dei membri del Csm non la convince. «Mio Dio, no. Si immagina cosa succederebbe a sorteggiare i membri delle commissioni del Csm? Le raccomandazioni, i ricorsi, le connivenze tra colleghi… tutti i fenomeni che vediamo ora accadrebbero lo stesso. La questione è molto più complicata e riguarda struttura, concetto e natura del Csm». Chi dovrebbe giudicare i magistrati? «Intanto il termine “magistrati” vuol dire quasi nulla. Ci sono gli inquirenti e i giudicanti».
 
Iniziamo dai primi. «Sugli inquirenti, nessun dubbio: deve giudicarli il potere esecutivo. Per il semplice fatto che costoro sono espressione del potere esecutivo, cioè esercitano l’azione penale in nome dello Stato, che deve avere il diritto di controllare se la esercitano bene oppure no. Quindi la prima cosa da fare è separare le carriere e portare i pubblici ministeri sotto l’ambito della politica. Come avviene in tutta Europa». E con quali parametri la politica dovrebbe decidere la progressione di carriera di un pubblico ministero? «Un elemento di valutazione oggettiva non c’è, invece ci deve essere, e sono i risultati. Il pm oggi esercita l’azione penale come pare a lui. Qualche volta lo fa male: porta la gente in giudizio, viene bocciato a ripetizione, eppure continua a fare carriera. Occorre che di questo e del resto i pm rendano conto ai loro superiori, che a loro volta debbono rispondere a chi sta sopra. Finché non si arriva a un livello che può essere solo politico. Un procuratore generale della giustizia nominato dal Parlamento e che risponda ad esso e al governo, ad esempio». I magistrati giudicanti, invece, chi li deve giudicare? «Oggi nel Csm accade la cosa peggiore: i pubblici ministeri giudicano i giudici e quindi li addomesticano, perché il giudice che vuole fare carriera ha bisogno dell’aiuto del pm. Ciò è aberrante. Ed è un altro motivo per separare le carriere e ricongegnare il Csm: se questo deve avere ancora un senso, è per i giudicanti, non per gli inquirenti». Sperare in un’autoriforma della magistratura è illusorio. Spetta a Sergio Mattarella innescare il processo? «Mattarella ha ragione nel dire che non è suo compito specifico entrare nel merito delle cose che sono successe. Però c’è un’opinione pubblica che si aspetta da lui delle parole. Siamo frastornati, allibiti, insicuri. Non crediamo più nella magistratura. Mattarella dovrebbe dare risposte. Tocca fare capire agli italiani che qualcuno si sta prendendo cura di questo grave bubbone. Magari il presidente del Consiglio, meglio ancora il presidente della Repubblica».
Leggi l'intervista completa sul sito InPiù
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Martino: ecco cosa ci vuole per unire Lega e Forza Italia
Martino: ecco cosa ci vuole per unire Lega e Forza Italia
Fausto Carioti, Libero, 21 giugno 2021
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.