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Gemma Calabresi: ho scelto il perdono ma ora spero nella verità

Mario Calabresi, Repubblica, 29 aprile

Redazione InPiù 30/04/2021

Gemma Capra Calabresi Gemma Capra Calabresi «Non voglio illudermi ma penso che sarebbe il momento giusto per restituire un po’ di verità». In un lungo colloquio-intervista col figlio Mario Calabresi, Gemma Capra Calabresi, vedova del commissario Luigi, ucciso il 17 maggio 1972, commenta così, su Repubblica del 29 aprile, l’arresto a Parigi di Giorgio Pietrostefani, condannato in Italia come mandante dell’omicidio. Che cosa ti è rimasto 49 anni dopo? «Ogni 17 maggio alle nove e un quarto, io guardo l’ora e dico “ecco, adesso”. Adesso esce di casa, adesso lo uccidono. Credo di non aver saltato mai neanche un anno, di stare lì ad aspettare quell’attimo. E per il resto, sì, ho preso le distanze perché io sono convinta che la memoria sia molto importante, ma la memoria non è statica. La memoria ha le gambe, deve camminare e quindi dobbiamo farlo vivere nel presente ricordando il suo humor, i suoi scherzi. Perché era proprio un romano pieno di vita. E i suoi esempi, le sue testimonianze, le sue passioni. Ecco, questa è la memoria portata nella vita di ogni giorno. Ma senza stare fermi a quel giorno o a quello che ci hanno fatto, perché altrimenti non ne esci più». Ti avevo chiesto di fare questa intervista per l’anniversario del 17 maggio. Adesso però la cronaca è tornata prepotentemente nelle nostre vite e allora non posso che chiederti qual è la prima sensazione che hai avuto quando hai sentito la notizia dell'arresto di Pietrostefani e degli altri terroristi rossi? «Un fulmine a ciel sereno, una cosa che non mi aspettavo più». Che sentimento prevale in te in questo momento? «Molteplici sono i sentimenti. Prima di tutto un chiaro e forte segno di giustizia e anche di democrazia. Certo, avrebbe avuto un altro senso per la nostra famiglia se fosse accaduto una ventina di anni fa. Tuttavia, penso che da un punto di vista storico quello che è successo sia veramente fondamentale». Ti aspetti qualcosa adesso? «Non voglio illudermi ma penso che sarebbe il momento giusto per restituire un po’ di verità. Sarebbe importante che a questo punto delle loro vite queste persone trovassero finalmente un po’ di coraggio per darci quei tasselli mancanti al puzzle. Io ho fatto il mio cammino e li ho perdonati e sono in pace. Adesso sarebbe il loro turno».
 
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