Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Macron: “Sui vaccini l'Europa si è mossa come un diesel”

Leonardo Martinelli, La Stampa, 26 marzo

Redazione InPiù 26/03/2021

Macron: “Sui vaccini l'Europa si è mossa come un diesel” Macron: “Sui vaccini l'Europa si è mossa come un diesel” “Sui vaccini “L’Europa si è mossa come un diesel. Gli Stati Uniti sono stati più ambiziosi di noi, ora recuperiamo il tempo perso e prepariamoci a produrre le dosi per le varianti”. Così il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato da Nikos Aliagas per ERT Hellenic Broadcasting Corporation (intervista tradotta da Leonardo Martinelli per La Stampa del 26 marzo). Presidente Macron, come giudica la reazione dell’Europa alla crisi del Covid? «Fin dagli inizi, ha realizzato un formidabile successo a livello economico. Da quel punto di vista abbiamo reagito rapidamente e in maniera incisiva. La risposta monetaria è arrivata nelle settimane seguenti. E quella finanziaria e per il bilancio già nell’estate. La volta precedente, per l’altra grande crisi, ci avevamo messo quattro anni per dare una vera risposta ed era stata incompleta». E quella sanitaria? «L’Europa della sanità non esisteva, non è una competenza dell’Ue. Siamo riusciti a fare delle cose, ma alcuni, a ragione, ci dicono che avremmo dovuto procedere più velocemente e in maniera più incisiva. Sui vaccini siamo stati troppo lenti, meno rapidi degli Stati Uniti. Non è stato un problema di coordinamento: non abbiamo capito che le cose sarebbero andate così in fretta».
 
Cosa significa? «Una parte importante della ricerca sui vaccini è stata fatta in Europa. Ma gli americani hanno avuto il merito di dire, fin dall’estate 2020: non badiamo a spese e andiamo avanti. Hanno avuto più ambizioni di noi. E il principio per cui le cose si fanno “a qualsiasi prezzo”, che noi abbiamo applicato alle misure di accompagnamento di tipo economico, loro l’hanno applicato ai vaccini e alla ricerca. Noi abbiamo pensato che arrivare alle dosi avrebbe necessitato più tempo. Anche gli esperti lo dicevano: mai nella storia dell’umanità si era messo meno di un anno per concepire un vaccino». E invece i tempi si sono ridotti. «Sì e su quello abbiamo sognato meno degli altri. Deve essere una lezione per noi europei. Abbiamo avuto torto nel mancare di ambizione, di follia: di dire, sì, è possibile. Forse siamo stati troppo razionali». Non sarebbe stato meglio, almeno in questo, agire a livello nazionale? «No, difendo l’idea che la vaccinazione possa funzionare solo per tutta l’Europa. Non ha senso farlo separatamente in ogni Stato. Se si vaccinano tutti in Grecia, ma non si possono aprire le frontiere, perché non si è vaccinato in Francia, Spagna e Germania, il turismo non ritornerà. Dobbiamo avere una vera vaccinazione dei 27 Paesi e, poi, dovevamo acquistare i vaccini insieme. D’altra parte, stiamo recuperando, siamo come un diesel, che si mette in moto lentamente ma va lontano. Abbiamo ordinato 2,5 miliardi di dosi. Saremo, da qui al secondo semestre, l’area geografica  che produrrà  più vaccini nel mondo. E poi dobbiamo preparare la capacità produttiva per quelli che serviranno a rispondere alle varianti. Ora dobbiamo riuscire davvero a coordinarci».
Leggi l'intervista completa sul sito InPiù
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.