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Femminicidi e scontro di inciviltà

La tragedia di Saman Abbas tra Occidente e Oriente

Domenico De Masi 10/06/2021

Femminicidi e scontro di inciviltà Femminicidi e scontro di inciviltà La tragica vicenda di Saman Abbas, quasi certamente uccisa dallo zio col consenso del padre e della madre perché si era ribellata al matrimonio combinato, è interpretato da sinistra come un caso di mancata integrazione e da destra come una dimostrazione di inferiorità razziale e culturale degli immigrati. Ma guardiamo come stanno le cose. Negli ultimi 30 anni la percentuale di maschi ammazzati è scesa dal 4 allo 0,8 per ogni 100mila uomini, mentre i  femminicidi sono rimasti sostanzialmente stabili, oscillando tra lo 0,6 e lo 0,4 per ogni 100mila donne. Se ci riferiamo agli ultimi anni, i  femminicidi sono stati 133 nel 2018, 111 nel 2019, 112 nel 2020: praticamente ogni tre giorni una cittadina italiana viene ammazzata, e quasi sempre da un cittadino italiano suo partner. Nel 2019, ad esempio, nell’84% dei casi l’assassino è stato il partner o un altro parente dell’assassinata. Nell’Ue le cose vanno ancora peggio: in 20 paesi i femminicidi sono fino a quattro volte più che in Italia; in almeno 4 paesi (compresa Svezia e Finlandia) le donne uccise da partner o da altri parenti sono più che da noi. Sono queste l’Europa e l’Italia in cui, tuttavia, fa scalpore la terribile vicenda di Saman, assunta dalla destra come emblematica di uno scontro tra la nostra società tutta modernamente civile e quella araba tutta incivilmente barbara. In realtà, resta difficile mettere i femminicidi in graduatoria secondo un presunto ordine di civiltà dal momento che il loro comune denominatore è sempre un impasto di stereotipi culturali che condizionano i colpevoli a livello conscio e inconscio.
 
Secondo un’analisi dell’Istat riferita alle 774 donne uccise nel quinquennio 2012-2016, ben 635 vittime sono state ammazzate dal compagno. In 473 casi si trattava di un compagno italiano, in 76 casi di un compagno dell’est europeo e solo in 39 casi (pari al 2,5%) da un compagno extracomunitario. La stragrande maggioranza sia dei cristiani europei che degli islamici arabi non è fatta di femminicidi, ma in entrambe le culture esistono sacche di tradizionalismo più o meno estese, che possono condurre ad esiti così ripugnanti. L’Illuminismo, che ha combattuto gli stereotipi a colpi di razionalità, non ha sfiorato ancora molte regioni d’Oriente e tarda a colonizzare tutto l’Occidente. Purtroppo non basta modernizzare le strutture per modificare parallelamente le culture. Così, ad esempio, ci vuole poco per impiantare una fabbrica in un contesto rurale, ma i lavoratori di quella fabbrica, ex-contadini, continueranno per molto tempo a comportarsi secondo gli usi e i costumi rurali. E’ questo il fenomeno antropologico del “cultural gap”, che si riscontra nelle aree in cui la maggioranza autoctona di cultura industriale o postindustriale accoglie immigrati di cultura pre-industriale. Fenomeno tanto più acuto quanto più scostante è la società moderna che ospita e quanto più ghettizzata è la comunità pre-moderna che viene ospitata.
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Roberto Casati 10/06/2021 20:08
Non comprendo che conclusioni queste considerazioni, anche statistiche, vogliano supportare. Questo non è un femminicidio, e cioè, nell'accezione invalsa, l'omicidio di una donna da parte di un uomo, in genere un compagno, e in genere in situazioni convulse e non premeditate. Se ciò che pare sarà confermato dai giudici, questo è un omicidio premeditato, frutto di un accordo familiare, cui ha partecipato anche un'altra donna, la madre stessa. (Potrebbe tra l'altro accadere anche ad un uomo, ad esempio un omosessuale, per le medesime ragioni culturali e d'"onore" che hanno determinato l'omicidio di Saman.)
Né si comprende -- né viene detto -- quali siano, tra i cristiani europei, le "sacche di tradizionalismo più o meno estese, che possono condurre ad esiti così ripugnanti".
Quanto al "cultural gap", infine, fortunatamente non tutte le comunità pre-moderne (volendo pure usare questa terminologia) vi reagiscono con l'omicidio premeditato e familiare dei suoi membri.
Domenico De Masi 16/06/2021 09:53
Il termine femminicidio è un neologismo con cui si indicano i casi di omicidio di una donna da parte di un uomo, per motivi basati sul genere. La fattispecie non richiede che l’assassino sia un compagno, tantomeno che le situazioni siano convulse e prive di premeditazione. Queste due condizioni si riferivano al vecchio “delitto d’onore”, che per fortuna non esiste più nel nostro codice.
Per "sacche di tradizionalismo più o meno estese, che possono condurre ad esiti così ripugnanti" intendo quelle che anche sono annualmente alla base di tanti femminicidi: non solo nei paesi islamici ma anche in Italia e in Europa.
Con il termine “moderno” noi sociologi e antropologi indichiamo la cultura della società industriale. Dunque “pre-moderne” sono le culture delle comunità rurarli. Per “cultural gap” indichiamo i comportamenti ancora rurali quando avvengono in una società industriale o i comportamenti ancora industriali quando avvengono in una società postindustriale.
Le conclusioni cui intendevo giungere con il mio pezzo sull’assassinio di Saman Abbas sono chiare: se, giustamente, bolliamo come effetto di una “sub-cultura” il femminicidio commesso da maschi islamici, dobbiamo fare altrettanto quando ci riferiamo ai femminicidi commessi in Italia e in Europa da maschi cristiani.