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Se la Repubblica Ŕ donna

Il messaggio di Mattarella per il 75esimo anniversario

Giuseppe Roma 03/06/2021

Se la Repubblica Ŕ donna Se la Repubblica Ŕ donna La prolusione del presidente Mattarella alle celebrazioni per i 75 anni della Repubblica ha il merito di collocare il momento attuale in un percorso accidentato ma pur sempre vitale del nostro Paese. Una storia e un passato di cui avere consapevolezza per affrontare con maggiore energia e speranza il futuro, puntando con convinzione sulla componente femminile della nostra società. E’ il messaggio che Mattarella ha consegnato agli italiani. Il contributo fornito dalle donne allo sviluppo della nostra democrazia, pur in presenza di forti discriminazioni, potrebbe essere decisivo oggi per aprire un nuovo ciclo di sviluppo specie se sapremo eliminare gli ostacoli ancora esistenti per la loro affermazione. Come già richiamato dal governatore di Bankitalia, è oggi indispensabile affermare una visione di futuro. E sotto le ceneri della pandemia sembra covare una pur debole fiammella di possibile rinnovamento della cultura politica e delle classi dirigenti.
 
La storia della Repubblica non è priva di contraddizioni e il filmato proiettato nel cortile d’onore del Quirinale ne ha dato un’efficace rappresentazione. Possiamo dividere gli anni trascorsi in due parti. Scorrono le immagini dei primi 25 anni: le donne alle urne, Nenni in fila per votare, masse di cittadini nuovamente appassionati alla politica, un’aula di Montecitorio piena come un uovo, Croce e tanti autorevoli personaggi. E ancora la povertà dignitosa, l’alacrità nel lavoro, i cantieri, le fabbriche, l’autostrada del sole. Seguono poi gli altri 50 anni: crescita dei diritti ma anche tensioni sociali, Moro e tante altre vittime del terrorismo, Falcone e Borsellino e tante altre vittime della mafia, tangentopoli, il crollo della lira, stringere la cinghia per entrare nell’area dell’euro, lo spread impazzito. E siamo arrivati ai giorni nostri. E’ certo più immediato inseguire lo sviluppo da una posizione di bisogno. Più difficile continuare a crescere quando si è raggiunto un diffuso benessere. Se si aggiunge poi l’impatto della politica e degli eventi, non ci si può meravigliare se il bilancio di 75 anni repubblicani abbia un gusto agro-dolce. Confidando tuttavia nei cicli venticinquennali di Kondratiev, proprio la crisi del Covid-19 potrebbe chiudere una fase e aprirne una nuova e positiva, ma dipende in gran parte da tutti noi.
 
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