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La gaffe di Draghi al Senato indica la via

Non Ŕ pi¨ tollerabile il bicameralismo paritario

Paolo Mazzanti 28/04/2021

La gaffe di Draghi al Senato indica la via La gaffe di Draghi al Senato indica la via La gaffe di Draghi che per due volte ha aperto il suo discorso in Senato rivolgendosi agli “onorevoli deputati” (tradendo una comprensibile stanchezza) è stata come spesso capita una felice e non voluta intuizione. Indica che è sempre più’ insopportabile e ingiustificabile il bicameralismo paritario che obbliga per esempio il premier a ripetere due volte lo stesso discorso, prima alla Camera e poi al Senato, con dispendio di tempo ed energie. Eppure il superamento del bicameralismo paritario resta un tabù, specie dopo il fallimento del referendum costituzionale di Renzi nel dicembre 2016, che prevedeva la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie.
 
I partiti hanno preferito ridurre il numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 600 (400 deputati e 200 senatori) il numero dei parlamentari, piuttosto che abolire una delle due Camere. Ma la riduzione dei parlamentari potrebbe almeno suggerire una serie di semplificazioni che potrebbero migliorare l’efficienza del Parlamento e ridurne i costi. Dalla prossima legislatura, quando eleggeremo i magnifici 600, si potrebbe per esempio unificare la sede delle due Camere a Montecitorio, allestendo per i 200 senatori una nuova aula, per esempio nella Sala della Regina. L’unificazione della sede (come al Congresso americano), oltre a una notevolissima riduzione di costi e personale, potrebbe aumentare le sedute congiunte di deputati e senatori: non solo per l’elezione del Capo dello Stato, dei giudici costituzionali o dei membri laici del CSM, ma anche per i discorsi del premier, dalla fiducia agli interventi prima dei Consigli europei, per evitargli la fatica della doppia è identica esibizione. Poi, ogni aula voterebbe per conto suo. E chissà mai che, abituandosi a lavorare insieme, i parlamentari non decidano finalmente di specializzare le loro competenze. Proprio come in America.
 
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