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Il Pd e le primarie per i sindaci

Se si utilizzasse la tecnologia blockchain si potrebbero tenere on line

Riccardo Illy 28/04/2021

Il Pd e le primarie per i sindaci Il Pd e le primarie per i sindaci Le elezioni amministrative si terranno in autunno ed è tempo di avviare serie discussioni per la scelta dei candidati, da concludere prima delle ferie estive. Se ci sono di mezzo le elezioni primarie, regola generale (con poche eccezioni) secondo lo statuto del Pd, considerando i tempi organizzativi e volendo evitare di tenerle a luglio, i tempi sono maturi per discuterne. I sindaci uscenti sono esentati dalle primarie, quindi Giuseppe Sala non dovrà affrontarle; in altre città importanti, come Roma, il problema invece si pone. Complicato dal fatto che lì né il Pd né il M5S, da soli, possono sperare di vincere (nemmeno al ballottaggio); e che non hanno potenziali alleati alternativi. Considerato  inoltre che Virginia Raggi sta passando alla storia come uno dei peggiori sindaci della capitale e del paese, se Pd e M5S decideranno di unire le forze per cercare di vincere, hanno due possibilità. Fare coalizione prima del voto, in questo caso scegliendo il candidato con elezioni primarie (il Pd non accetterebbe mai l'imposizione della Raggi) o usare il primo turno quale primarie “de facto”. Al secondo turno farebbero l'apparentamento e il candidato sindaco sarebbe naturalmente quello più votato al primo turno e quindi passato al ballottaggio.
 
Rimarrebbe in questo caso da decidere il candidato del Pd; le primarie appaiono la via obbligata, anche perché non si vede all'orizzonte alcun candidato di "chiara fama" che potrebbe indurre a fare un'eccezione. Carlo Calenda non gode né di chiara fama (da non confondere con visibilità) né dell'appartenenza al Pd. In piena pandemia, però, l'organizzazione di elezioni primarie "in presenza" sembra un azzardo; a giugno le norme anti-Covid le consentirebbero? La risposta dovrebbe essere, anche per rendere pro-futuro più snella la procedura (sì da renderla universale) l'organizzazione di primarie on-line. In questo caso, però, il Pd farebbe bene ad adottare la tecnologia blockchain, che, non consentendo manipolazioni, renderebbe certo il risultato. Sarebbe un ulteriore elemento di distinzione dal M5S, la cui piattaforma Rousseau in fase di abbandono, non aderendo al sistema blockchain, ha lasciato spesso seri dubbi di manipolazioni  dei risultati da parte dei vertici.
 
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