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Censura addio, grazie dai "cinefagi"

La decisione del ministro Franceschini che manda in pensione le forbici

Giancarlo Santalmassi 06/04/2021

Dario Franceschini con la moglie Michela Di Biase Dario Franceschini con la moglie Michela Di Biase Finalmente il ministro della cultura Dario Franceschini ha abolito la censura cinematografica. Gliene sono grato, per un episodio personale legato al film di Bernardo Bertolucci "Ultimo tango a Parigi". In Italia fu condannato al rogo, e mia moglie ed io andammo a Parigi per vederlo. Gli attori protagonisti erano Marlon Brando e Maria Schneider. C'era la famosa scena del burro che la Schneider neppure immaginava: ne rimase shoccata al punto che quando parecchi anni dopo la incontrammo, mia moglie ed io alle Eolie, ne portava ancora i segni: sola e depressa, figlia illegittima e mai riconosciuta di Daniel Gelin, "mi sono resa conto - disse - di essere stata manipolata". Per questa scena Bertolucci venne condannato per offesa al comune senso del pudore. Il film fu girato nel '72 ma in Italia fu liberamente visibile dal 1987.
 
Erano ancora i tempi che fecero dire ad Andreotti, di fronte alla sublime scena di Umberto D che tende la mano per l'elemosina e vergognandosene la gira come per sentire se piovesse, "i panni sporchi si lavano in famiglia". Detto questo, l'atto di Franceschini richiama alla mente il film di Giuseppe Tornatore "Nuovo cinema paradiso". La storia è ambientata in un paesino siciliano, Giancaldo, dove il cinema è l'unico divertimento. Totò, un bambino povero che fa il chierichetto per don Adelfio, parroco del paese e gestore della sala cinematografica Cinema Paradiso. Don Adelfio censura tutte le scene di baci all'interno delle pellicole, perché le ritiene troppo sconvenienti. Salvatore, affascinato dal cinematografo, tenta invano di assistere di nascosto alle proiezioni private per il prete e di rubare qualche scena tagliata dal proiezionista Alfredo.
 
In occasione dell'esame di licenza elementare a cui partecipa anche Alfredo, Totò riesce finalmente a fare un accordo con lui: il bambino darà ad Alfredo i risultati della prova, ma in cambio dovrà rivelare a Totò tutti i trucchi del mestiere, insegnandogli a diventare un proiezionista. Una sera il pubblico reclama a gran voce il secondo spettacolo e, poiché la sala è stata chiusa, Alfredo e Totò decidono di accontentarli proiettando la pellicola sul muro di una casa della piazza del paese. Grazie all'intervento di un paesano diventato milionario, Spaccafico, la sala cinematografica viene ricostruita e prende il nome di Nuovo Cinema Paradiso. Si apre così una nuova epoca per questo cinema, al cui interno lavora il bambino, che d'ora in avanti proietterà pellicole non più censurate. Franceschini ha la gratitudine di tutti, e non solo dei "cinefagi".
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