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Legge elettorale, partiti in ordine sparso

Proporzionale o maggioritario, rappresentativitÓ o governabilitÓ?

Riccardo Illy 18/03/2021

Legge elettorale, partiti in ordine sparso Legge elettorale, partiti in ordine sparso “Berlusconi tentato dal proporzionale”, titolarono i quotidiani prima della crisi di governo, dopo che Conte aveva avanzato la proposta di approvare in Parlamento una nuova legge elettorale proporzionale. L’attuale legge lo è in maniera parziale; il 37% di maggioritario obbliga i partiti, con il rischio altrimenti di restare penalizzati, a schierarsi in una coalizione che abbia possibilità di vincere nei collegi uninominali. L’interpretazione di questa apertura di Berlusconi al proporzionale puro che diversi osservatori hanno dato è che così Forza Italia non avrebbe la necessità di schierarsi con Lega e FdI prima del voto, mantenendo le “mani libere”.
 
C’è anche una spiegazione più convincente, sottile e machiavellica; con l’attuale legge elettorale, la coalizione di centrodestra vincerebbe a mani basse. Nel maggioritario FI non otterrebbe più candidati di quelli che i sondaggi le attribuiscono (8%?) e nel proporzionale si aggiudicherebbe la medesima percentuale di parlamentari. Con il rischio di risultare superflua per raggiungere la maggioranza parlamentare; nel senso che gli esponenti di Lega e FdI, eletti nel maggioritario anche grazie ai voti di FI, potrebbero arrivare da soli a fare maggioranza. Berlusconi rischierebbe di essere “scaricato” e di non riuscire a svolgere il ruolo di forza politica moderata, per esempio quando si tratteranno temi quali l’immigrazione, sulla quale FI è meno radicale. O, nel caso la conversione europeista della Lega sia solo di opportunismo.
 
Più che della politica, Berlusconi si preoccupa del suo impero mediatico, che da decisioni radicali e anti-europee avrebbe tutto da perdere. Nell’approvare una nuova legge elettorale proporzionale saranno utili anche i voti di Italia Viva; facile da convincere con la riduzione (o abolizione) della soglia di sbarramento, che nella misura attuale Iv rischierebbe di non raggiungere. È possibile che, anche a rischio di destabilizzare “la grande ammucchiata” di maggioranza, per salvare gli incoerenti ma convergenti interessi di tutti i partiti esclusi Lega e FdI venga approvata una legge elettorale che va nella direzione opposta rispetto agli interessi del Paese. In quanto premierebbe solo la rappresentatività mentre quello di cui abbiamo bisogno, come le avvilenti cronache delle settimane passate dimostrano (e come sembra pensare anche il nuovo segretario del Pd Enrico Letta), è la governabilità, prerogativa dei sistemi maggioritari.
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