Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Gli ultimi giorni di Netanyahu

Pressioni, minacce, sgomento in Israele

Maria Grazia Enardu 09/06/2021

Gli ultimi giorni di Netanyahu Gli ultimi giorni di Netanyahu Domenica prossima, 8 partiti voteranno la fiducia al nuovo governo di Israele. Sono tutti laici salvo un partitino arabo islamico, sono di destra, di centro e di sinistra (ogni definizione, cum grano salis). Si opporrà il Likud, partito che appartiene a Netanyahu, più il partito dei coloni duri e tutti gli ortodossi ebrei, oltre ai laici arabi. La coalizione di governo e l'opposizione non stanno in piedi secondo logica ma solo sul criterio Bibi-no, Bibi-sì.  Primo ministro sarà Naftali Bennett che ha giusto 7 seggi ed è miracolato, ma deve durare qualche settimana, il resto è grazia, e può essere larga.
 
Un governo nato dalla rabbia di chi non ne può più di un paese bloccato in strenue elezioni. E dalle enormi pressioni Usa, di Biden, dei democratici, e di gran parte della comunità ebraica, stravolta nella difesa dell'indifendibile. Occorre cambiare pagina e poi si vede. Bibi ha provato di tutto, parla e straparla ma sa di sgretolarsi. I servizi segreti hanno paura, della rabbia dei palestinesi e ancor di più di quella degli estremisti ebrei, i nuovi leader sono protetti al massimo. Le minacce partono anche da alcuni rabbini, come ai tempi dell'assassinio di Rabin. Gli ultraortodossi sono, per la prima volta o quasi, esclusi dalle poltrone e dal budget, così invocano vendetta, divina o meno. Il Likud, partito ad personam, si rende conto di finire nel precipizio assieme al suo condottiero. Che teme la galera per corruzione ed anche leggi che lo escludano da future elezioni, ma confida in una grazia presidenziale. Giusto per mettere una toppa e ricominciare, serve un paese de-Bibizzato. 26 anni fa Netanyahu stava su un palco a incitare contro Rabin tra la folla che urlava di odio. Ora considera quel che sta avvenendo un assassinio politico, e ha ragione, ma un sistema bloccato reagisce con la disperazione, prima che sia davvero tardi. Israele deve ricostruirsi, ha bisogno di aiuto - e speriamo arrivi quello giusto.
 
Altre sull'argomento
Il metodo Draghi: ôsmussare gli angoliö e poi decidere
Il metodo Draghi: ôsmussare gli angoliö e poi decidere
La nuova dialettica governo-parlamento-partiti
Occupazione, boicottaggi, gelato
Occupazione, boicottaggi, gelato
Il fronte caldo di Ben & Jerry in Israele
Gli ostacoli sulla via del governo
Gli ostacoli sulla via del governo
Vaccinazioni e giustizia richiedono soluzioni ragionevoli
Contundente
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.