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Brexit: doveva essere un Armageddon...

Potrebbe essere una sorpresa

Francesco Grillo 08/06/2021

Brexit: doveva essere un Armageddon... Brexit: doveva essere un Armageddon... La Brexit doveva essere l’Armageddon che avrebbe seppellito le velleità di un Paese che non si rassegna a non essere più impero. Anzi degli imperi, il Regno Unito fu il più grande della storia e la decisione di lasciare l’Europa avrebbe dovuto disunire quello che resta del Regno lasciandogli solo l’Inghilterra e, forse, il Galles. E, invece, il dubbio è che, alla prima prova, Boris Johnson – il “clown” – stia riuscendo a smentire tutti coloro che avevano previsto la catastrofe. A soli cinque mesi dalla celebrazione ufficiale del divorzio, è, soprattutto, la campagna vaccinale a segnare la differenza. Già un mese fa la metà dei sudditi di una regina rimasta, nel frattempo, vedova, avevano ricevuto almeno la prima dose. Un mese dopo l’Ue si sta arrampicando verso il 30%. Ciò pone l’isola in una posizione di vantaggio che, letteralmente, significa ripartire prima di quanto non lo riesca a fare il Continente, anche se ora deve fronteggiare l’insidiosa variante indiana che sta facendo risalire i contagi.
 
Per il Fondo Monetario Internazionale, la Britannia cresce del 5,3% nel 2021 e del 5,1 nel 2022, rispetto a crescite del PIL inferiori dell’Ue. Il rimbalzo compensa una caduta del prodotto inglese più forte nel 2020 e, tuttavia, parte della maggiore resilienza (mai termine fu più abusato) dell’economia oltre Manica dipende da una più alta flessibilità e da una più rapida reazione del Governo alla crisi: il Regno ha risposto nel 2020 con un pacchetto che valeva il 16,3% del PIL contro l’11% della Germania e il 6,8% dell’Italia. È difficile dire quale sarà l’esito finale della Brexit. Di sicuro, però, gli inglesi hanno trovato il momento migliore della storia per utilizzare i più ampi spazi di autonomia che l’aver lasciato le istituzioni comunitarie produce. È troppo presto, persino, per escludere una secessione della Scozia, mentre in Irlanda del Nord la tensione è già aumentata. Sbagliato però è l’atteggiamento di chi in Europa continua a pensare che la Brexit sia solo un problema di Londra: in realtà, quella dolorosa separazione ci deve dire che abbiamo un motivo in più per sciogliere le contraddizioni del progetto europeo che può sopravvivere solo se diventa più efficiente.
 
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