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Israele, una tregua nel vuoto

Le telefonate di Biden, le manovre di Netanyahu, i panieri di Gaza

Maria Grazia Enardu 21/05/2021

Israele, una tregua nel vuoto Israele, una tregua nel vuoto Biden e Netanyahu si conoscono da 40 anni: Joe era senatore e Bibi arrivò a Washington come giovane diplomatico e poi divenne ambasciatore all'Onu. Joe deve pure ricordare molto bene quando Bibi faceva ballare Obama, scavalcandolo al Congresso. La linea ufficiale Usa è l'appoggio a Israele contro i terroristi, punto. Ma Biden alla Casa Bianca ha la priorità della Cina e vuole uscire dal Medio Oriente, mentre Israele persegue una politica di occupazione, con fulcro su Gerusalemme Est. Dove Netanyahu ha creato uno scontro durissimo per rimanere al potere nonostante le inchieste per corruzione. Hamas ha deciso di "difendere" Gerusalemme, contrapponendosi anche ad Abu Mazen che non aveva risposto, e Bibi ha reagito. Per le ovvie ragioni e perché vuole bruciare il suo avversario Lapid, incaricato di formare il governo entro il 2 giugno. Giorno in cui si elegge pure il nuovo presidente della repubblica. A quel punto o ci sarà un governo, con Bibi o senza, o si rimane al buio, quinte elezioni comprese.
 
Biden ha chiamato 6 volte Netanyahu, e chiesto "una significativa e immediata de-escalation", un ultimatum non proprio recepito, Bibi aveva obiettivi da conseguire. Colpire Hamas ma anche mirare a un rientro, un reincarico, la salvezza. Il mondo attende ora di sapere se ci saranno altre telefonate, franche e cordiali e se la tregua di oggi reggerà. I bei discorsi di Biden sui diritti umani scricchiolano, però ha deplorato la morte di tanti civili e bambini, delle due parti. Il Segretario di stato Blinken sta arrivando in ardua missione, vedrà Netanyahu e Abu Mazen, ma non andrà a Gaza. Dove il 42% della popolazione ha meno di 14 anni, ne sono morti a decine, pure della stessa famiglia. E così le famiglie ora dividono i bambini tra parenti e amici, due qui tre là, come in panieri. Se i bimbi di un paniere vengono uccisi, forse ne rimarrà qualcuno vivo, un po’ più in là. Gaza è un ghetto di 800mila bambini, in mano ad adulti spietati.
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