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Boris e il tappezziere

Uno scandalo attaccato ai muri

Maria Grazia Enardu 03/05/2021

Boris e il tappezziere Boris e il tappezziere Tutti i suoi numerosi nemici concordano che Boris Johnson non si cura delle apparenze e vivrebbe in una topaia. È sempre stato tirchio, non rimborsa prestiti e deve mantenere almeno 6 figli, ma ora vive in un appartamento di servizio in una stradina di Londra. Dove il primo ministro in carica può spendere ben 30mila sterline all'anno e quindi al massimo occorre una rinfrescata e un divano. Qui è arrivato Boris con Carrie, che si sente arrivata.
 
Da quando è PM (luglio 2019) Boris è un disastro in attesa del botto finale. La vittoria elettorale del dicembre 2019 è stata un incidente di percorso, lo aspettava il Brexit ma a salvarlo è arrivato il covid. Con nuove faide, soprattutto tra Boris e Dominic Cummings, anima nera del Brexit che si è dimesso e ora cova e rivela. Ad esempio che Boris non voleva una nuova chiusura per covid e preferiva "che i cadaveri si accumulassero dovunque". A Downing Street i muri hanno sentito di peggio ma alla fine sono loro che contano. E così viene fuori che per tappezzeria (di oro e dal costo pazzesco, ha sbottato Boris ai suoi) e mobili scelti da una stilista alla moda, tale Lulu Lytle (sic) si è speso uno sproposito. 200mila sterline, si sussurra.
 
Con quali soldi? Del partito conservatore, con donazione di un benefattore però era una favola. Infatti Johnson ci ha dovuto mettere una toppa, ha detto che lui ha pagato (solo) 56mila sterline ma non vuole dire come e quando, annaspa e annacqua. Girano foto di arredi by Lulu, un bordello turco di alto livello, ha detto un tory. Infiocinato ai Comuni, un Boris furibondo ha negato tutto su cadaveri e arredi, ma se ha mentito è nei guai, e lui mente sempre. È iniziata l'inchiesta sulle spese, e abbiamo una domanda: che farà Boris quando lo manderanno via: staccherà la sua carta da parati? Governa con la supponenza distillata di Eton e Oxbridge, un clown che distrae come un prestigiatore. Giovedì si vota in Scozia e l'Ulster scopre la vera misura del Brexit, ma per Boris domani è un altro giorno, finché dura.
 
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