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Clima, qualche risultato ma la strada Ŕ lunga

Biden ha ottenuto riduzioni di emissioni pi¨ elevati di quelli definiti 5 anni fa

Pia Saraceno 23/04/2021

Clima, qualche risultato ma la strada Ŕ lunga Clima, qualche risultato ma la strada Ŕ lunga Sul clima Biden ha ottenuto il primo risultato di far dichiarare in sede plenaria obiettivi di riduzione delle emissioni più ambiziosi di quelli dichiarati 5 anni fa a Parigi. In parte ciò era scontato, alcuni Stati già avevano provveduto a renderli pubblici. Il dopo-Covid ha abbassato le emissioni fissando un nuovo punto di partenza ed i programmi di rilancio nella maggior parte dei paesi industrializzati hanno posto la sostenibilità tra gli obiettivi. Da Cina ed India però nessun impegno concreto, mentre il disimpegno verso il sostegno della transizione energetica da parte dei paesi industrializzati verso i paesi a più basso reddito si fa sempre più palese. Siamo molto lontani dal mantenimento della promessa di 100 mld di dollari all'anno a partire dal 2020 per le politiche di mitigazione e per finanziare la transizione nei paesi più poveri, che stanno affrontando senza risorse le conseguenze dei danni economici e sociali della pandemia e della recessione. La cronaca rileva che i paesi più vulnerabili stanno diventando preda delle attenzioni per investimenti nello sviluppo delle fonti fossili delle compagnie petrolifere, del gas e del carbone, di paesi come Cina, Russia, Giappone e Sud Corea. La sola Sud Corea si è impegnata nel corso della conferenza a non investire più all'estero, ma solo nel carbone.
 
 
Il vertice virtuale promosso da Biden, in attesa del Cop 26, è un primo passo per riavviare le discussioni. Il tema delle responsabilità della concentrazione delle emissioni per i comportamenti del passato dei paesi oggi più sviluppati resta però ancora da affrontare. Il rispetto degli impegni nei confronti delle aree più fragili del pianeta per azioni di mitigazione e sostegno alla loro transizione energetica a parole è stato dichiarato essenziale sia da Biden che da Boris Johnson per raggiungere l'obiettivo del contenimento dell'aumento delle temperature. Mentre a parole è stato proposto di aumentare il Fondo per la finanza climatica, le azioni fin qui prese sono andate però in tutt'altra direzione. Johnson, che deve guidare la conferenza di Glasgow in autunno ha ridotto il suo contributo annuo dallo 0,7% del Pil allo 0,5%. Biden ha chiesto al Congresso di approvare 2.5 mld per iniziative oltremare di cui 1.2 per il Green Climate Fund. Cifre che non recuperano quanto perso durante la presidenza Trump, restando molto al di sotto di quanto promesso da Obama. I capi di Stato e di Governo confidano nella finanza privata, presente al Summit. La filantropia non potrà colmare il gap e la finanza privata vorrà dei ritorni adeguati per i propri investimenti, che i paesi già fortemente indebitati dopo il Covid non potranno dare.
 
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