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L'intesa sulle tasse alle multinazionali

La situazione dei big di internet era diventata insostenibile

Fabrizio Galimberti 09/06/2021

 L'intesa sulle tasse alle multinazionali L'intesa sulle tasse alle multinazionali C’è un documento affascinante (https://assets.documentcloud.org/documents/20794038/microsoft-round-island-one-end-june-2020.pdf), depositato presso lo Irish Document Registration Office che, appunto, documenta come una società denominata Microsoft Round Island One abbia registrato, nell’anno finanziario dal luglio 2019 al giugno 2020, un fatturato di 13,8 miliardi di dollari e un utile operativo di 13,6 miliardi. Poco da stupirsi, dato che la società non ha impiegati ed è registrata presso uno studio legale in Dublino. Ma passiamo dall’utile operativo a quello complessivo: una voce che viene pudicamente e cripticamente chiamata ‘gain on liquidation of subsidiaries’ aggiunge 300 e passa miliardi all’utile (si tratta di royalties pagate nel mondo per i software della Microsoft e dirottate verso l’Irlanda). E i profitti così calcolati di 314,7 miliardi di dollari configurano il reddito tassabile della società. E qui veniamo al punto: la Microsoft Round Island One, domiciliata in Irlanda, è fiscalmente residente a Bermuda, dove l’aliquota dell’imposta sulle società è zero virgola zero. Moltiplicando l’aliquota per il reddito tassabile si ottiene zero. Insomma, per rendere le cose chiare al colto e all’inclita, su un utile di $314,7 miliardi si pagano zero tasse, grazie a questa intrepida triangolazione fiscale Usa-Irlanda-Bermuda. Naturalmente, Microsoft dichiara che ha rispettato tutte le regole, e ha ragione. Vuol dire, allora, che le regole sono insufficienti ad evitare situazioni che gridano vendetta al cielo e ai conti pubblici.
 
Non c’è dunque da stupirsi se nello scorso week-end i ministri delle Finanze del G7 hanno prodotto uno storico accordo per un’aliquota minima del 15%. La situazione non era più tenibile, con Governi che si sono (giustamente) super-indebitati per contrastare la pandemia e che cercano vie per raddrizzare i bilanci scassati, mentre i ‘fat cats’ delle multinazionali fanno utili strepitosi senza pagare il giusto agli Stati in cui operano. Terrà l’accordo? “Fatta la legge trovato l’inganno”, dice una vecchia battuta. Ma non bisogna essere troppo cinici. L’indignazione, sia dei governanti che dei governati comuni c’è e gli spazi di manovra tributaria si sono di molto ristretti. Terremo gli occhi aperti.
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