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Strade opposte dopo la pandemia

Schauble raccomanda il ritorno alla ônormalitÓ'ö fiscale, Visco indica la strada del bilancio europeo

Andrea Boitani 07/06/2021

Strade opposte dopo la pandemia Strade opposte dopo la pandemia Il Presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble, sul Financial Times, raccomanda il ritorno rapido alla “normalità” fiscale e monetaria per evitare una prossima “pandemia da debito” (soprattutto italiano). Invoca il ripristino delle regole vigenti fino al marzo 2020, la chiusura del Quantitative Easing, con tassi di interesse reali positivi, e la ripresa delle gare di competitività. Il risultato sarebbe, come nel 2010-12, uccidere la ripresa in culla, far salire ulteriormente il rapporto debito/Pil nei paesi già molto indebitati e alimentare di nuovo l’astio della pancia tedesca contro il lassismo italiano e il populismo anti-tedesco a Sud delle Alpi.
 
Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali del 31 maggio (dopo aver ricordato gli errori del passato, quelli che Schäble vorrebbe ripetere), ha suggerito di continuare con lo stimolo monetario, condividendo anche la finalità della Federal Reserve americana, che punta a mantenere – dopo la prolungata bassa inflazione – “la crescita dei prezzi su livelli moderatamente superiori all’obiettivo per un certo periodo di tempo”.
 
Inoltre, Visco indica all’Unione europea la strada maestra di una permanente e stabile capacità di bilancio e di debito comuni (ma senza mutualizzazione dei debiti nazionali pregressi), garantita da fonti di entrata autonome e accompagnata da una revisione delle regole per le finanze pubbliche. Visco non nega che la dimensione del debito pubblico italiano sia un problema, ma raccomanda oggi una sua riduzione graduale, affidata più all’effetto “denominatore” (maggior crescita economica, stimolata dalle riforme e dagli investimenti del NGEU) che all’avanzo primario. Purché la Bce mantenga i tassi reali sugli attuali livelli bassi, la crescita più sostenuta “permetterebbe di accelerare il processo di riduzione del peso del debito” anche con un avanzo primario poco sopra l’1% del Pil. Due strade, quelle di Visco e di Schäuble, che vanno in direzioni opposte: verso un’Unione europea più stretta e più solidale la strada di Visco; verso un rigore controproducente e disgregante della stessa Unione quella di Schäuble.
 
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