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Le sorprese della spesa pro-capite

Per sanitÓ e istruzione spendiamo meno di Francia e Germania

Andrea Boitani 03/06/2021

Le sorprese della spesa pro-capite Le sorprese della spesa pro-capite L’Italia (nel 2019, ultimo anno pre-pandemia) ha un Pil pro-capite, espresso a parità di potere d’acquisto (ppa), pari al 90,8% di quello francese e all’80,2% di quello tedesco (dati Eurostat). La spesa pubblica pro-capite non mantiene le stesse proporzioni: (sempre in ppa) scende al 79,4% di quella francese e sale all’86,3% di quella tedesca. Ma se sottraiamo la spesa per interessi sul debito pubblico e guardiamo solo alla spesa primaria, i rapporti scendono: la spesa primaria pro-capite italiana è il 75,5% di quella francese e l’81,3% di quella tedesca (sostanzialmente in linea con il rapporto relativo al Pil pro-capite). Di tasse paghiamo a testa l’82,9% di quanto pagano i francesi e l’83,2% di quanto pagano i tedeschi. Non sembra che siamo particolarmente tartassati.
 
Mentre la spesa per prestazioni sociali (ancora relativa al 2019) è sostanzialmente allineata a quella totale pro-capite, tanto la spesa sanitaria pubblica quanto quella per istruzione (sempre pro-capite) sono significativamente inferiori sia di quella tedesca che di quella francese, nonché inferiore al rapporto con il loro Pil pro-capite. Per ogni italiano la spesa sanitaria è 2093 euro, ovvero il 77,2% di quella francese (2710 euro) e il 73,7% di quella tedesca (2838 euro). Per l’istruzione i rapporti scendono a 66,8% della spesa pro-capite francese (1200 euro contro 1796 euro) e al 72,8% di quella tedesca 1649 euro). Dunque, per questi servizi sociali, che dovrebbero tutelare diritti sanciti dalla Costituzione a tutti i cittadini e che sono apparsi tanto più cruciali (e carenti) durante la pandemia, spendiamo per ogni cittadino molto meno di quanto il nostro Pil pro-capite lascerebbe pensare. La qualità dei servizi non dipende solo dalla spesa pro-capite, ma certo una spesa adeguata aiuta, se non si buttano i soldi dalla finestra.
 
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