Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Bce e politiche ambientaliste

A che condizioni la banca centrale pu˛ favorire la transizione ecologica

Marcello Messori 01/06/2021

Christine Lagarde Christine Lagarde Sempre più spesso la Banca Centrale Europea propone di utilizzare la politica monetaria anche a sostegno della transizione ambientale. Finora i critici hanno rigettato la proposta perché lesiva dell'indipendenza di una banca centrale. Questa critica coglie un punto importante, usando però una scorciatoia che sottovaluta la complessità del problema. L'interrogativo, da cui partire, è infatti un altro: la politica monetaria può perseguire obiettivi microeconomici (allocazione delle risorse) in associazione ai suoi abituali obiettivi macroeconomici? Tale interrogativo rende il ragionamento molto più sfumato. Mediante il T-Ltro, la Bce ha fatto ricorso a rifinanziamenti selettivi del settore bancario dell'euro-area fin dalla seconda metà del 2014; e, rendendo più flessibile la composizione dei titoli pubblici acquistati mediante il Pepp, la Bce ha discriminato fra Stati membri fin da marzo 2020. Come sottolineato dalla Bce, questi interventi hanno mirato ad assicurare l'efficace trasmissione della politica monetaria (ossia, un obiettivo macroeconomico). Di fatto, essi hanno anche indirettamente inciso sull'allocazione della liquidità e sulla gestione dei bilanci pubblici.
 
Nella chiave di lettura proposta, il sostegno degli investimenti "verdi" appare in continuità con quanto la Bce ha fatto nel recente passato. Eppure, tale sostegno segna un ulteriore passo "microeconomico" perché mira a condizionare le scelte di singole imprese. Esso va, dunque, subordinato a vincoli stringenti. Qui ne segnalo tre "in negativo". Nel sostenere la transizione ambientale, la Bce non deve: (I) svolgere impropri compiti di politica fiscale, (II) assumersi ruoli di politica industriale e (III) alterare la concorrenza fra comparti di attività. Al di là dell'attenzione per situazioni contingenti e per transizioni graduali, non è agevole tradurre i vincoli "in negativo" in iniziative in positivo. Per esempio, specie in mancanza di un'esaustiva definizione di investimenti "verdi", la Bce potrebbe legittimamente ridurre gli acquisti di titoli pubblici dei paesi dell'euro-area che fanno un uso eccessivo di carbone? Oppure potrebbe escludere dallo stock di prestiti bancari, alla base del T-Ltro, i finanziamenti ad attività con eccessivo impatto ambientale? Queste domande ci riportano, ma in modo più circostanziato, al punto iniziale: l'indipendenza della Bce.
Altre sull'argomento
Clima, la distanza tra impegni e fatti
Clima, la distanza tra impegni e fatti
Per ora le realizzazioni pratiche sono inferiori agli obbiettivi condivisi
I profondi disaccordi dietro l'intesa del G20 Ambiente
I profondi disaccordi dietro l'intesa del G20 Ambiente
Cina, India e Russia non vogliono accelerare i cambiamenti energetici ...
La Bce pi¨ attenta alle dinamiche reali
La Bce pi¨ attenta alle dinamiche reali
TollererÓ temporanei aumenti dell'inflazione oltre il 2%
La Ue presenta la tassa sul carbonio
La Ue presenta la tassa sul carbonio
Prezzare le emissioni di Co2 Ŕ la via maestra contro i cambiamenti climatici
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.