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Altro parere

Quei politici senza statura

Redazione InPi¨ 03/06/2021

Altro parere Altro parere Danilo Paolini, Avvenire
Brusca, i pentiti e l’antimafia. Su Avvenire Danilo Paolini prova a fissare alcuni paletti nel dibattito: "l’ex mafioso, divenuto più di vent’anni fa collaboratore di giustizia, ha scontato un quarto di secolo in carcere, poi pochi giorni fa ha ottenuto la liberazione condizionale. È già accaduto per altri ‘pentiti’ che hanno contribuito concretamente a colpire il mostro che hanno servito. Alcuni di loro furono complici di Brusca, quel giorno a Capaci, e sono stati liberati prima di lui. Ristabilito così, per brevi cenni, il fatto storico e quello giuridico, della indignazione collettiva per la liberazione di Brusca colpisce non tanto l’aspetto emotivo-popolare (comprensibile) bensì le reazioni di gran parte della classe politica. Se infatti non si può pretendere da tutti l’approfondita conoscenza di fatti e leggi – anche se almeno la Costituzione andrebbe studiata di più nelle scuole – non appare accettabile ascoltare da parlamentari e capipartito affermazioni superficiali su questioni così importanti. Delle due l’una: o non sanno, i fatti e le leggi, e sarebbe cosa grave; oppure preferiscono assecondare, quando non vellicare, reazioni scandalizzate alla ricerca di consensi, e sarebbe cosa gravissima. O non sanno quanto alcuni "pentiti" (non tutti) hanno contribuito a smantellare cosche, apparati paramilitari e patrimoni mafiosi, oppure evitano di ricordarlo per paura di rendersi impopolari. Uno che alla paura non si arrese mai, Giovanni Falcone, eroe e martire civile, uomo e magistrato illuminato, capì per primo l’importanza di infrangere l’omertà mafiosa e di introdurre una legislazione premiale. Il compito di una classe dirigente non è quello di seguire la corrente, magari in base agli algoritmi delle tendenze sui social, ma di guidare il Paese illuminandogli la strada. Senza ovviamente cedere un millimetro sui princìpi della legalità. Una democrazia matura – la nostra Repubblica che ha compiuto 75 anni dovrebbe esserlo – per onorare i suoi eroi e le sue vittime innocenti non ha bisogno di rinnegare le leggi che le consentono di combattere, e speriamo di sconfiggere, le mafie”.
 
Marcello Zacchè, il Giornale
Marcello Zacché sul Giornale ricorda il mantra della Commissione Ue all’Italia, “meno spese correnti e più investimenti” nell’ambito del Recovey fund. “Siamo il Paese più indebitato e con i conti pubblici maggiormente fuori controllo – scrive - per quest’anno e per il 2022 il patto di stabilità ce lo consente, mentre la Bce continua a comprare i nostri Btp (è arrivata ad averne il 26%). Ma tra meno di due anni la festa sarà finita e se il Paese non avrà dato dimostrazione di saper fare solo il debito «buono», ci volteranno le spalle tutti. Il messaggio europeo di primavera è dunque chiaro. Ma bisogna anche ascoltarlo, tradurlo in pratica e declinarlo in politica perché, nell’unità nazionale che sostiene il governo Draghi, non sono tutti uguali. Quale esempio migliore di spesa corrente che conduce a debito cattivo? Sono oltre 10 miliardi l’anno che, ampiamente dimostrato da innumerevoli situazioni, hanno avuto ben poco a che fare con quello che serve all’economia del Paese, come il lavoro e la sua produttività. Certo, in periodo Covid il reddito si è anche trasformato in un ammortizzatore sociale. Ma è stato un caso, non era stato pensato per quello scopo. Posto che il tema è antico, la ricetta liberale per il Sud è comunque in linea con le indicazioni ribadite anche ieri da Bruxelles, quella degli investimenti in reti e infrastrutture piuttosto che dei trasferimenti a fondo perduto. Di una tale specificità è il momento che si tenga ben presente all’interno di questo esecutivo, dove i 5 Stelle stanno agli antipodi di Forza Italia, insieme con i loro alleati politici attuali e futuri del Pd. Ma è ora che la spinta «next generation» degli azzurri si distingua come si deve e venga riconosciuta per quello che rappresenta anche dentro al centrodestra: può la Lega della «Quota 100» e del Conte Uno vantare la stessa sintonia con il debito buono? Infine, per chiudere il cerchio, non ci pare facciano eccezione nemmeno gli unici che stanno all’opposizione: secondo un recente sondaggio Ghisleri, è proprio nel Sud e nelle Isole che Fratelli d’Italia sta coltivando la sua forza elettorale, con percentuali che arrivano a valere tre volte quelle della Lega. Un consenso elettorale che potrà fare la differenza. E a cui sarà ben difficile rinunciare, sacrificandolo sull’altare del debito buono. Che resta una cosa solo per liberali”.
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