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Altro parere

Calma e vaccinatevi: la via inglese con Astrazeneca

Redazione InPi¨ 09/04/2021

Altro parere Altro parere Paola Peduzzi, Il Foglio
“I media inglesi, le parole dei consiglieri scientifici del governo e la gestione della sfiducia rispetto ai vaccini segnano ancora una volta una grande frattura culturale tra l’Unione europea e gli inglesi”. Lo scrive sul Foglio Paola Peduzzi parlando della campagna vaccinale britannica, che ormai non ha valide alternative al vaccino Astrazeneca. “I giornali di ieri, in cui si commentava la decisione della restrizione nella somministrazione di AstraZeneca ai trentenni, sono esemplificativi: il Sun ha messo «0,000095 per cento» grosso e in rosso e ha scritto «la piccolissima possibilità di una trombosi fatale dopo il vaccino AstraZeneca». Il Mail scrive «Keep calm and carry on jabbing», calma e vaccinatevi. Il Telegraph ha intervistato la sorella di quello che è considerato il primo morto per una trombosi forse collegata al vaccino. Dice: «Nonostante quel che è accaduto alla nostra famiglia, siamo convinti che tutti debbano fare la prima e la seconda dose di AstraZeneca. Dal punto di vista emotivo, siamo furiosi. Ma in realtà non c’è nulla di cui essere davvero furiosi. Mio fratello è stato solo estremamente sfortunato». Questi sono giornali vicini al governo, quindi sentono una responsabilità quasi patriottica nei confronti della campagna vaccinale, ma anche il Guardian, che pure sottolinea un problema di fiducia con il vaccino AstraZeneca, è molto cauto, utilizza le parole del consigliere scientifico del governo che dice di non preoccuparsi per i rischi sanitari, semmai ci potrà essere un piccolo ritardo per gli under 30. Cioè non parla di malattie ed effetti collaterali, piuttosto della necessità di spostare un pochino più avanti la data della propria exit personale dalla pandemia. L’anno scorso siamo stati per mesi attaccati alle curve comparate del contagio: ora potremmo fare lo stesso confrontando le campagne di vaccinazione in giro per il mondo. Non si tratta solo di mettere i numeri in fila, non si tratta solo di rovesciarci addosso colpe e inettitudini varie: sono curve di apprendimento, aiutano a prepararsi e a non alimentare un panico che poi non si sa gestire”.
 
Antonio Padellaro, Il Fatto
Sul Fatto Quotidiano Antonio Padellaro analizza il tentativo del leader della Lega Matteo Salvini di far estromettere dal Governo il ministro della Salute Roberto Speranza. “Dopo l’incursione di Salvini a Palazzo Chigi sorgono almeno tre domande. Fino a quando Salvini riuscirà a tenere il piede in due staffe: quella del governo e quella della lotta alle restrizioni del governo? Fino a quando il leader leghista eviterà di chiedere a Draghi la testa di Speranza, da lui definito il ministro della Salute «che vede soltanto rosso» (come le Regioni in lockdown), per «scelta ideologica»? E fino a quando il presidente del Consiglio riuscirà a mantenersi equidistante tra i due? Ad avvalorare il primo quesito è il sondaggio che proprio ieri ha segnalato un nuovo balzo di FdI (è al 17,2%) mentre il Carroccio perde pezzi e scende al 22,9%, pur restando primo partito. Ovvero, nell’ultimo anno Salvini ha perso quasi dieci punti in termini di voti, la maggior parte dei quali incamerati dalla rivale a destra Meloni. Una tendenza accentuata dopo l’ingresso leghista nelle larghe Intese. Ma è soprattutto la base sociale del salvinismo che va sfarinandosi, tanto che dopo le manifestazioni di piazza di ristoratori e partite Iva fioccano le accuse di tradimento contro l’uomo del Papeete («Ci ha presi tutti in giro», ha detto Umberto Carriera promotore della campagna «io apro» e in prima fila negli scontri con la polizia in piazza Montecitorio). Ecco dunque che Salvini usa come parafulmine Speranza per cercare di arginare l’emorragia di consensi. Sì, il ministro rimasto rigorista fin dall’inizio della pandemia e per giunta di sinistra (Articolo Uno): quale bersaglio migliore per l’Italia che non ce la fa più? Infatti, ieri il Matteo verde ha detto che «Speranza non capisce il dramma delle partite Iva ma dovrà cedere». Ma se Speranza non cedesse, oltre all’accusa di avere preso giro i propri elettori chi farà la figura del socio debole della coalizione, per giunta attaccato alla poltrona?”.
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