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Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 08/04/2021

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Lamorgese: nessuno sfrutti il disagio sociale
Fiorenza Sarzanini intervista sul Corriere della Sera La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. La quale, sul malcontento crescente nel Paese, afferma: «Il governo sta fronteggiando la crisi, non tollereremo violenze. Restiamo uniti. Alle persone che scendono in piazza per manifestare io voglio dire che lo Stato c’è e che faremo di tutto per fronteggiare una crisi che colpisce famiglie e imprese. Ma non possono essere tollerate aggressioni e comportamenti violenti». Rischiamo rivolte? «Dobbiamo monitorare con attenzione tutti i segnali di insofferenza e disagio alimentati da una crisi economica molto lunga. Rischiamo che il disagio sociale possa degenerare ed essere strumentalizzato e di questo dobbiamo esserne consapevoli. Per questo dobbiamo essere uniti». A chi si rivolge? «A tutti. Parlo ai cittadini, ai politici, ai personaggi pubblici. Le attività economiche sono in grande sofferenza, ma il governo è impegnato su tutti i fronti per fornire risposte concrete alle categorie in difficoltà. Dobbiamo mostrare spirito di coesione nazionale e di reciproca solidarietà». Crede che questo appello possa fermare le infiltrazioni dei gruppi estremisti? «Rimane alta e costante l’attenzione su possibili infiltrazioni di chi intende strumentalizzare il disagio sociale e le difficoltà economiche in cui versano tante famiglie e imprese. Saranno le indagini già avviate dalla magistratura ad individuare i responsabili dei disordini». E chi invece protesta legittimamente? «Il diritto di manifestare sarà sempre tutelato. Ma in questa fase di emergenza sanitaria devono essere rispettate tutte le misure di prevenzione per evitare altri contagi. Comportamenti irresponsabili, come le tante mascherine abbassate viste davanti a Montecitorio, non possono essere tollerate».
 
Orlando: dare più ristori ai settori in crisi
«Vaccinare tutti non è solo un intervento di carattere sanitario, ma anche un intervento di carattere economico. È il primo passo», il primo passo verso la ripresa, assicura il ministro del Lavoro Andrea Orlando, intervistato sulla Stampa da Paolo Baroni. «Avere imprese dove il Covid è superato – prosegue – significa avere imprese che possono affrontare in modo diverso la competizione». Quanto alle proteste di questi giorni ed alle tensioni sociali «non può che esserci preoccupazione» aggiunge. «Credo che ci sia un comprensibile malessere che cresce, che in alcune frange si radicalizza e del quale in qualche modo si nutre chi tenta di strumentalizzarlo. La nostra reazione deve essere di fermezza nei confronti degli atti di illegalità, ma anche di grande attenzione per quello che c’è dietro cercando di migliorare la capacità di intervento». La risposta del governo? «Più tempestività e più risorse a chi a patito di più. Selezionando con attenzione i soggetti, sia per i nuovi sussidi come per una eventuale ulteriore proroga degli ammortizzatori». Ma secondo Lei perché tutto questo succede proprio adesso? «Perché si somma la sofferenza alla sofferenza di questi mesi. Gli sforzi dei mesi scorsi sembravano coronati dalla fine di un incubo, poi purtroppo abbiamo visto che l’incubo si è ripresentato e dai canti sui balconi si è passati alla depressione e ad un malessere che ora va interpretato politicamente. Quindi nessuna tolleranza per chi viola ma anche nessuna minimizzazione di questo disagio».  Ma il governo come risponde? «La risposta politica deve essere in due direzioni: innanzitutto evitare di fare discussioni su aperture e chiusure - affidiamoci davvero alla scienza e apriamo quando i numeri migliorano non quando piace a noi-e dall’altro più tempestività e più risorse nel sostegno alle imprese, accelerando sul fronte dei vaccini».
 
Zingaretti: potremmo raddoppiare le iniezioni se avessimo le dosi
Giovanna Vitale su Repubblica intervista il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Presidente Zingaretti, il Lazio è in cima alla classifica delle Regioni che hanno vaccinato di più. I tagli di AstraZeneca incideranno e in che modo sui vostri piani? «Noi viaggiamo su una media 26-27mila inoculazioni al giorno, ma se ci fossero i vaccini già oggi ne potremmo fare il doppio e arrivare in tempi brevi a 60mila, pari a 1,8 milioni di dosi al mese. Merito di una rete che nel Lazio conta più di 120 centri vaccinali, circa 2.500 medici di base e i grandi hub». Ma in mancanza di rifornimenti, non si rischia una brusca frenata? «Mi pare evidente che il tema sia l’approvvigionamento. AstraZeneca rappresenta il più importante fornitore della Ue e questo continuo stop and go crea grossi problemi alle Regioni che devono programmare la somministrazione. Noi stanotte abbiamo aperto le prenotazioni ai 64-65enni, nel frattempo stiamo andando avanti con le seconde dosi per quelli più anziani. Se i vaccini non arrivano dovremo spostare gli appuntamenti e non è facile: parliamo di decine di migliaia di persone. Lavoriamo per evitarlo». Il governo Draghi aveva promesso di arrivare a 500mila dosi giornaliere entro fine mese. Le pare un obiettivo realistico? «Se si è fatta quella scommessa non ho motivo di dubitare che avesse basi solide. Intanto, però, le case farmaceutiche hanno comunicato tagli e ritardi sulle forniture. Un guaio che riguarda tutta Europa, non solo l’Italia. Aggravato da confusione e mancanza di trasparenza, come dire che un vaccino va bene solo per gli under 65 per poi sostenere l’opposto». Nel Lazio avete previsto di raggiungere l’immunità di gregge entro l’estate. Ce la farete? «Se arrivano le dosi sì. La nostra rete è tarata su quell’obiettivo. Ma purtroppo non dipende da noi».
 
 
 
 
 
 
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