Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

A volte bisogna offendersi

Redazione InPi¨ 08/04/2021

Altro parere Altro parere Andrea Lavazza, Avvenire
A volte bisogna offendersi, afferma su Avvenire Andrea Lavazza, che si occupa dello sgarbo di Erdogan alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, lasciata in piedi dal presidente turco. Fra le armi della diplomazia deve essere compreso pure l’offendersi, sostiene Lavazza. Non l’offendere, ma usare l’onta subita come strumento politico. Si doveva offendere, martedì, Charles Michel, presidente del Consiglio Ue fatto sedere in poltrona a fianco dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mentre la leader (donna) della Commissione di Bruxelles era invitata a prendere parte ai colloqui da un divano più distante, a fronte del ministro degli Esteri di Ankara. Si è offesa Ursula von der Leyen, lo si intuisce dal video circolato in maniera virale solo ieri mattina, ma non lo ha manifestato indirettamente attraverso il suo portavoce se non quando il caso è esploso. Il protocollo ufficiale può essere soltanto una cortesia di facciata, ma a volte nasconde elementi sostanziali. Offendersi significa non permettere che uno strappo al cerimoniale diventi pubblica accettazione di un trattamento irrispettoso e sostanzialmente inaccettabile. Quello che ci dice il "sofa-gate" ("il caso del divano", come è già stato etichettato) riguarda il merito di un atteggiamento che non possiamo tollerare perché va a braccetto con una serie di altre violazioni dei diritti, queste sì concretissime e non solo formali, che il governo di Erdogan va compiendo. Con tutti si deve discutere e trattare, ma non con tutti si può abbozzare. Tollerare che la guida di una delle istituzioni europee sia oggetto di una discriminazione perché donna (anche se ora qualche giustificazione sarà accampata per smentire questa lettura dell’episodio) può essere una metafora di peggiori concessioni. Offendersi, tutti, è pertanto la risposta corretta a un affronto che forse è proprio mirato a misurare la fermezza dell’interlocutore.
 
Franco Bechis, Il Tempo
Sul Tempo Franco Bechis si occupa del caso AstraZeneca e critica il modo con cui è stato gestito sia dall’Ema sia dal governo italiano. Con una giornata fra le più confuse che si ricordino in questi mesi – scrive Bechis – il governo italiano – in testa il ministro della Salute, Roberto Speranza – insieme a tutti i suoi consulenti dal generale Figliuolo al Cts ha gettato nel caos le vaccinazioni con AstraZeneca. Da oggi viene raccomandato alle Regioni di usare quelle dosi «preferenzialmente al di sopra dei 60 anni». Perché? Semplice: al di sotto di quella età – dicono gli esperti del nostro Cts – «sono possibili eventi avversi anche letali con trombi». Allo stesso tempo si chiede a tutti gli italiani con meno di 60 anni di fare tranquillamente la seconda dose di AstraZeneca perché non sono stati riscontrati eventi avversi gravi sulle seconde dosi. Ma anche questa comunicazione non rassicura affatto: in tutta Europa sono state inoculate 34milioni di prime dosi di AstraZeneca, e solo 200 mila seconde dosi. Quindi non c’è una casistica comparabile. In una conferenza stampa ancora più caotica ieri sera alle 21 il trio Franco Locatelli, Nicola Magrini e Giovanni Rezza è riuscito a confondere ancora di più le idee a tutti, come avviene purtroppo quando si portano al capezzale del medesimo caso tre luminari: sempre tre pareri diversi. Mi chiedo che senso abbia che Mario Draghi abbia voluto la nomina di un portavoce del Cts, identificandolo in Silvio Brusaferro, per poi, su un caso così delicato, mandare davanti alle tv tutti meno lui. Per capire il caos in cui si sta muovendo l’Italia all’interno di una confusione internazionale, ieri era il giorno del verdetto su AstraZeneca dell’agenzia europea del farmaco, l’Ema. Che ha deciso di non decidere nulla, lasciando a ciascun Paese la decisione sull’utilizzo di quel vaccino.
 
 
Altre sull'argomento
Diritti di proprietÓ intellettuale e vaccini anti Covid
Diritti di proprietÓ intellettuale e vaccini anti Covid
Non occorre sospendere i brevetti perchÚ si pu˛ produrre su licenza, ...
Il fattore G nei rapporti Usa-Turchia
Il fattore G nei rapporti Usa-Turchia
Biden ha riconosciuto il genocidio degli armeni, Erdogan sempre pi¨ isolato
Altro parere
Altro parere
Una seconda mossa sui dittatori
Cosý torna lo Stato nazionale
Cosý torna lo Stato nazionale
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.