Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Ora serve un segnale di uscita

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 08/04/2021

Ora serve un segnale di uscita Ora serve un segnale di uscita Antonio Polito, Corriere della Sera
Ora serve un segnale di uscita, afferma sul Corriere della Sera Antonio Polito. Ogni volta che si parla di riaperture, il governo risponde: dipende dai dati. Giusto. Ma da mesi i dati non migliorano, e tra una vita in rosso e una in arancione non c’è poi tutta questa differenza. Chi spinge per riaprire, invece, piuttosto che dati chiede date. Gli operatori del settore turistico e alberghiero, per esempio. Rivendicano «certezze»; altrimenti — dicono — è impossibile programmare alcunché. Lo stesso segnalano alcuni sindaci e governatori: festival, fiere ed esposizioni vanno decise per tempo. Passaporti sanitari, corridoi aerei, isole Covid free: tutti si muovono. E noi? Il ministro del Turismo Garavaglia dà loro ragione, dice che se potesse una data la darebbe. Ma al governo dispone solo di una camera con vista sulle riaperture: non decide lui. Così, tra i paladini dei dati e i fautori delle date l’incomunicabilità cresce. Prima che diventi conflitto e rabbia qualcosa va fatto. Forse una data oggi non la si può dare. Ma vivere aspettando Godot neanche si può, se davvero vogliamo ritrovare quel «gusto del futuro» di cui ha parlato Draghi, quel «furore di vivere» di cui ha scritto il Censis. Un esercito di lavoratori, autonomi ma anche dipendenti, soprattutto donne, sta uscendo dal mondo della produzione. Possono finire col gonfiare le schiere degli «scoraggiati», e allora sarà difficile recuperarli. Rischiamo seriamente di ritrovarci un altro gradino più in giù nella competizione con gli altri Paesi europei, quando ricomincerà. Se non una data fatale, se non un dato finale, almeno ci serve una «road map»: un piano credibile di ritorno progressivo, prudente e graduale, ma subito operativo, per riaprire l’Azienda Italia e mettere un argine a depressione e sfiducia crescenti.
 
Francesco Manacorda, la Repubblica
Gli italiani, tra molte difficoltà, si stanno vaccinando, osserva su Repubblica Francesco Manacorda. Ma per le loro attività, per l’economia nel suo complesso, il pericolo è che quelle vaccinazioni arrivino troppo tardi, quando ormai rimettere in piedi produzione, commerci, servizi, rischia di diventare un’impresa difficilissima. L’esecutivo Draghi ha puntato fin dall’inizio quasi tutto sulla campagna di vaccinazioni e ha voluto segnare un deciso cambio di passo rispetto a quelle che sono apparse le esitazioni e la scarsa organizzazione del precedente governo. Ma oggi si trova davanti una strada più difficile del previsto sia nel preservare la salute collettiva, sia nel farlo senza danneggiare ancor di più l’economia. Le pressioni per una riapertura rapida delle attività commerciali e produttive sono espressione di una necessità autentica. Parziali ristori alla mancanza di incassi ci sono stati e ci saranno ancora. Anche la richiesta di continuare fino al termine di ottobre i licenziamenti nelle grandi aziende (per quelle piccole e medie il blocco è di fatto già assicurato fino a quella data) può avere delle ragioni di ordine contingente. Ma in entrambi i casi le misure di pronto soccorso sull’economia non possono e non devono nascondere la necessità di interventi più radicali per fronteggiare i problemi più urgenti del Paese: un sistema di imprese assai frammentato e scarsamente capitalizzato, dove la dimensione dei piccolissimi vince anche su quella dei medio-piccoli e le multinazionali si contano sulle dita di due mani, un’attitudine all’evasione fiscale che mina alla base le regole della sana competizione tra imprese, il funzionamento della cosa pubblica e in ultima istanza anche il prestigio dello Stato; un’arretratezza del Sud che si riflette in inaccettabili livelli di reddito, di scolarizzazione, in ultima istanza di esistenza.
 
Antonella Viola, La Stampa
Sulla Stampa, l’immunologa Antonella Viola invita a non perdere fiducia nei vaccini, nonostante il caso AstraZeneca abbia generato confusione. Da oggi, infatti, dopo il nuovo comunicato di EMA al riguardo, in Italia il vaccino di AstraZeneca è da utilizzare nelle persone che hanno più di 60 anni. Scelta opposta rispetto alle indicazioni iniziali, che suggerivano l’uso del vaccino in chi avesse meno di 55 anni, ma, come allora, scelta basata sui dati. La posizione di EMA è chiara ma poco incisiva: l’agenzia riconosce che ci possa essere un nesso causale tra la somministrazione di questo vaccino basato su adenovirus e la comparsa di forme rare di trombosi associate a consumo di piastrine. Ma ha ribadito che i benefici del vaccino superano i rischi, lasciando così ai vari stati membri la scelta su come comportarsi. Posizione discutibile, che mostra la debolezza e le criticità dell’agenzia regolatoria europea, che dovrebbe invece dettare le linee guida ai vari paesi, specie in un momento complicato come quello attuale. Sulla base dei dati, dunque, la scelta di limitare l’uso di questo vaccino alle persone con più di 60 anni sembra la scelta più oculata. Il rischio ora è che questo nuovo cambio di rotta possa ulteriormente fiaccare il morale degli europei e mettere a dura prova la loro fiducia nelle istituzioni e nella scienza. L’Europa si è trovata impreparata e si è mostrata incapace di gestire l’emergenza sanitaria. Da qui sono nati molti errori, tra cui quelli legati alla scarsità di vaccini e alla comunicazione disorientata su un tema così delicato. Solo attraverso la vaccinazione potremo però smettere di contare i morti per Covid19 e riprenderci le nostre vite: non lasciamoci quindi spaventare da questi passi incerti e dai cambi di direzione, che sono purtroppo normali quando si affronta un nuovo virus con nuovi strumenti.
 
Altre sull'argomento
Diritti di proprietÓ intellettuale e vaccini anti Covid
Diritti di proprietÓ intellettuale e vaccini anti Covid
Non occorre sospendere i brevetti perchÚ si pu˛ produrre su licenza, ...
Riaperture ma senza ipocrisie
Riaperture ma senza ipocrisie
Dobbiamo sapere che potrebbero aumentare contagi e decessi
Rischio calcolato o calcolo rischioso?
Rischio calcolato o calcolo rischioso?
Clima da "liberi tutti" nonostante i morti siano ancora centinaia
Altro parere
Altro parere
Sul coprifuoco Draghi ci ripensi
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.