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Le coniugazioni del potere

Daniela Tagliafico, Mazzanti Libri - 2020

Ex libris - Elisabetta Bolondi 14/05/2021

Le coniugazioni del potere Le coniugazioni del potere Una conoscenza profonda dei meccanismi del potere e dei suoi segreti consente alla giornalista Daniela Tagliafico di esplorare nel suo “Le coniugazioni del potere”, molti temi che vengono affrontati con notevole capacità di analizzare la psiche e la sensibilità dei personaggi che ne sono protagonisti. Vittorio Valenzano e Corinna Banchi sono personaggi di fantasia, come ci tiene a precisare l’autrice, me sono tratteggiati in modo così realistico ed efficace da offrire una vera sintesi dei comportamenti, dei meccanismi, delle derive con cui il potere può condizionare fino a conseguenze estreme il processo vitale di parsone che ne restano vittime. Nei ventotto capitoli in cui il romanzo è strutturato, ci troviamo di fronte ad una vicenda, quella di una coppia sui generis, che si misura con due mondi della realtà romana, la Rai e il Quirinale, il “Colle più alto”, capaci di orientare e condizionare la vita politica, il sistema di potere, la stessa vita privata dei protagonisti che ne rimangono schiacciati. Vittorio Valenzano è un ricco signore piemontese, con una difficile vita familiare alle spalle, che da Torino giunge nella capitale e per oltre trenta anni lavora come capo del Cerimoniale del Quirinale: il suo è un posto di estrema delicatezza, a contatto con gli apici della politica, dell’economia, degli affari esteri, cosa che gli permette di esercitare un potere discreto ma molto vasto. La sua raffinata proverbiale eleganza, la conoscenza profonda dei meccanismi della macchina presidenziale, lo fanno navigare apparentemente senza scosse in quel mare di invidie, rivalità, gelosie nel quale molti rischiano di naufragare. Anche se nel suo passato c’è una macchia, che torna a minacciarlo, attraverso la comparsa minacciosa di un suo antico compagno di scuola.
 
La famosa giornalista Corinna Banchi, bella, ambiziosa, inappuntabile, arrogante, dopo una carriera folgorante alla guida del telegiornale più influente del paese, insieme a un collega altrettanto ambizioso, in seguito alla morte accidentale di lui, perde consenso e viene privata della visibilità che le era vitale. Valenzano va in pensione, lei ha perso il posto prestigioso, anche la loro vita di coppia sembra entrare in crisi, ma…..: Corinna non si rassegna, e progetta un piano di rilancio della sua popolarità fidando su una grande idea: sfruttando amicizie e rapporti comuni  costruiti in passato, i due  mettono su una “charity”, che, con la scusa della filantropia, si manifesta piuttosto come il desiderio spregiudicato  di riprendere quel potere mediatico che  permetterà loro di riconquistare quanto hanno perso. Nella seconda parte il romanzo va in una direzione che porterà la coppia verso un finale drammatico, in una sorta di thriller che coinvolge tutti i personaggi della storia. I temi di fondo che attraverso la trama romanzesca Daniela Tagliafico affronta, sono sostanzialmente quello della essenza del potere, perso il quale gli individui precipitati in una sorta di “astinenza”, sono incapaci di affrontare la decadenza, la mancanza di desiderio sessuale, l’invecchiamento del corpo, la propria ininfluenza sociale. Vittorio e Corinna rappresentano la crisi che colpisce uomini e donne che, arrivati alla soglia della età anziana, viziati da una esistenza apparentemente priva di ostacoli, in cui tutto è loro consentito, non sanno misurarsi con la durezza del reale. Vittorio, che ha vissuto una esperienza giovanile di assenza degli affetti, con una vita sessuale e sentimentale ambigua, privato della unica ragione di vita, il lavoro prestigioso, nel suo collezionare abiti sartoriali e testamenti di personaggi famosi, mostra un’amara propensione simbolica per la morte; Corinna invece, più giovane e determinata, totalmente priva di scrupoli morali, saprà “ricostruire” in qualche modo la sua esistenza dopo una prova terribile. Daniela Tagliafico si muove con agilità in questo affollato e magmatico ambiente, molto romano, di cui mostra di possedere una profonda esperienza, che la porta a costruire una “fiction” amara, talvolta violenta, che induce ad una profonda riflessione sui mali di una società ipocrita, che nasconde sotto una apparente rispettabilità segreti innominabili. Personaggi magistralmente ricostruiti, tragicamente verosimili.
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