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Dopo la pioggia

Chiara Mezzalama, E/O - 2021

Ex libris - Elisabetta Bolondi 19/03/2021

Dopo la pioggia Dopo la pioggia Chiara Mezzalama autrice de “Il giardino persiano”, nel suo nuovo libro, “Dopo la pioggia”, appare maturata, cresciuta nel raccontare la famiglia, la coppia, la genitorialità, ma soprattutto nel modo di guardare il mondo intero, il pianeta. La scrittrice vive a Parigi ma Roma, vista con un po’ da lontano, resta al centro dei suoi interessi di artista: il romanzo parte proprio da un quartiere romano dove vive la famiglia protagonista della vicenda: Ettore è un architetto, con grossi interessi commerciali che lo tengono spesso fuori casa; sua moglie Elena fa la traduttrice, ma ha scoperto da poco che il marito la tradisce: una prevedibile collega di studio, giovane e bella. I loro due figli, Susanna, adolescente inquieta anche se matura e consapevole, e Giovanni, di nove anni, un ragazzino diverso dai suoi compagni, ama la danza classica, capiscono che in casa qualcosa si è rotto. Tornando da scuola si accorgono che la madre non c’è, non torna neppure la sera, sono rimasti soli con il padre, sgomento quanto loro. Da qui parte l’intreccio del romanzo, perché mentre Elena sta cercando di raggiungere la casa di famiglia nella campagna umbra e Ettore e i figli sono in attesa di sue notizie, comincia a piovere. La pioggia si trasforma in un’alluvione che sempre più violentemente si abbatte sulla città e dilaga in tutta la regione: il Tevere rompe gli argini sommergendo ponti, strade, palazzi interrompendo ogni contatto. Saltano elettricità e collegamenti telefonici, la catastrofe sì è abbattuta sul quotidiano di tutti, interrompendo abitudini, certezze, punti di riferimento. Ettore e i ragazzi si mettono in viaggio per raggiungere Elena che è rimasta a sua volta isolata: il fiume esondato li divide, impossibile raggiungersi. È evidente il significato metaforico che Chiara Mezzalama attribuisce a tutta la vicenda, così realistica nei suoi effetti, così simbolica della nostra attuale condizione di isolamento, spaesamento per ciò che imprevedibilmente sta avvenendo sul nostro pianeta. Il viaggio dei protagonisti dura tre giorni che sembrano una vita intera: sono ore nelle quali, nello spasmodico tentativo di raggiungersi,  faranno  imprevedibili incontri, confrontandosi con diverse modalità di vita mentre la possibilità di   un nuovo  sguardo sul mondo si affaccia ai loro occhi: una donna giapponese scampata al disastro atomico di Fukushima, un giovane norvegese che ha deciso di allevare galline e coltivare la terra, lontano dal gelo scandinavo, un cercatore di funghi che vive a contatto con il bosco e la natura che gli parlano, una comunità di suore, giovani e colte che fanno marmellate biologiche….Mondi sconosciuti, affascinanti, che si aprono ai nostri quattro cittadini, rivelando che si può vivere, pensare, affrontare le sfide dell’esistenza con una visione che guarda fuori dell’angustia delle abitudini consolidate, della ripetitività dei gesti, dell’uso compulsivo del cellulare, di un quotidiano scandito da obiettivi stressanti, fonte di nevrosi, di solitudine, di infelicità. La scoperta di una forma di comunità solidale che passa per sentieri sconosciuti, l’amicizia che supera la diversità generazionale, l’amore e il sesso che possono essere vissuti in modo più aperto, la presenza della natura da conoscere, da difendere, una risorsa da preservare dal disastro che incombe sull’intera umanità sono le tante scoperte che, ognuno alla sua maniera, sollecitano Elena, Ettore, Susanna, Giovanni a riscoprire la qualità del loro legame, la profondità dell’amore che li lega.
 
Chiara Mezzalama è riuscita a condensare una storia grande, universale, che parla di tutti noi, in poco più di duecento pagine. Il suo romanzo è ricco, maturo, comunica al lettore emozioni con un linguaggio diretto, spontaneo: notevole la capacità della scrittrice di rivolgersi al pubblico dei lettori usando una lingua piana, comprensibile, lessicalmente curata ed efficace. Pur parlando di una sorta di catastrofe ambientale  di cui non si conoscono i confini, l’autrice riesce lucidamente  a coinvolgerci in una storia di grande attualità, andando nel profondo delle nostre coscienze: il mondo attuale ci sta interrogando sui temi sensibili della nostra sopravvivenza fisica e psicologica, chiedendo risposte, politiche , sociali, culturali,  e la narrativa, quando è di qualità, riesce a porre quelle domande e a  provare a dare risposte che sono fondamentali per tutti noi. Dopo la pioggia ci sarà il ritorno del sereno, ma sarà nuovo e diverso, sembra un suggerimento ed un’esortazione a scelte radicali alle quali tutti noi siamo chiamati con forza. 
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