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Nordio: «Giustizia, con la riforma più libertà ai magistrati»

Vincenzo R. Spagnolo, Avvenire, domenica 23 novembre

Redazione InPiù 23/11/2025

Nordio: «Giustizia, con la riforma più libertà ai magistrati» Nordio: «Giustizia, con la riforma più libertà ai magistrati» No al referendum sulla riforma costituzionale per la separazione assoluta delle carriere (che si terrà, prevede, «nella prima metà di marzo»), risponde ancora una il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da Vincenzo R. Spagnolo, su Avvenire di domenica 23 novembre: «Vorrei fare un incontro coi vertici dell'Anm. Dopodiché non mi sottrarrò ad alcun tipo di confronto, ma la priorità la do all'Anm, sempre che accetti. La situazione determinatasi mi ha sorpreso, perché col presidente dell'Anm Cesare Parodi avevamo già concordato la data del confronto, da farsi nella trasmissione di Bruno Vespa La ragione del rifiuto consisterebbe nel desiderio dell'Anm, per quanto ho potuto capire, di non conferire al confronto un significato politico. Ciò però significa che esponenti della magistratura associata non si confronteranno più con nessun esponente di partito. Mi sembra strano, spero che cambino idea». E il professor Enrico Grosso, presidente del Comitato per il No? Non lo ritiene un interlocutore adeguato? Certo, ci mancherebbe. Ma prima preferisco avere un rifiuto chiaro e definitivo dall'Anm, che ha promosso il Comitato. L'Anm teme che, col nuovo sistema, l'azione penale esercitata dal pm finisca sotto "l'ombrello" del Governo. Lei la liquida come una fantasticheria. Perché? Per varie ragioni. La prima è che nella riforma è scolpito, nella nuova versione dell'articolo 104 della Carta, il principio dell'autonomia e indipendenza dei magistrati requirenti e giudicanti. La seconda che ritengo quantomeno improprio fare un processo alle intenzioni. La terza che, secondo la logica aristotelica, non posso dare la prova negativa di un evento futuro. E mi stupisco che dei magistrati, che la logica dovrebbero conoscerla, si affidino a un tale espediente retorico. Tuttavia, la magistratura associata è convinta che l'impianto della riforma finirà per indebolire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Preoccupazioni fondate? No, sarà esattamente il contrario. Oggi i magistrati sono - e lo saranno in futuro - indipendenti dal potere politico. Ma sono dipendentissimi dal potere delle correnti, che attraverso il Csm decidono del loro destino. Perciò, il sorteggio è temuto dai vertici dell'Anm anche più della separazione delle carriere: perché toglierà alle correnti quell'enorme potere. E i magistrati saranno finalmente più liberi. Secondo l'Anm, il sorteggio è "punitivo", perché impedirà alla magistratura di votare f propri rappresentanti con criteri (candidature, liste) stabilite per tutte le altre categorie professionali. Io ritengo che ridurrà di molto quella degenerazione correntizia emersa con o scandalo Palamara e denunciata dalle più alte cariche dello Stato con parole severe. Peraltro molti magistrati, pur contrari alla separazione delle carriere a cominciare dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri, al sorteggio si sono dichiarati favorevoli. Proprio perché romperà quel vincolo tra elettori ed eletti che si traduce, nel Csm, in un mercanteggiamento di cariche e in una giurisdizione disciplinare domestica. L'iter della riforma in Parlamento è stato ~unilaterale". Se il Governo avesse recepito alcune proposte delle opposizioni, non si sarebbe potuto raggiungere il quorum dei due terzi, evitando di spaccare il Paese? Con l'Anm il dialogo non è stato possibile sin dall'inizio, perché è pregiudizialmente contraria all'intera riforma e ha subito reagito con uno sciopero. Altrettanto si dica in Parlamento. I due terzi non si sarebbero mai raggiunti, se non snaturando completamente la riforma, per la quale abbiamo avuto un chiaro mandato elettorale. Gran parte dell'opposizione è per il No. ll Pd, con la deputata Serracchiani, le rimprovera che la riforma non affronta i veri problemi: processi lunghi, carenza di magistrati e di personale amministrativo, stabilizzazioni dei precari. Cosa ribatte? A parte che il Pd, e la stessa Serracchiani, si sono a suo tempo dichiarati favorevoli alla separazione delle carriere, l'obiezione la chiamo "benaltrismo,' un trucchetto logico per eludere un problema. La riforma renderà la Giustizia più giusta e più liberale. Affinché diventi più efficiente abbiamo approvato, e approveremo, altre norme: in linea generale attraverso l'attuazione del Pnrr, sul quale il ministero è in perfetto orario; poi con la digitalizzazione del sistema giudiziario, compresa l'inclusione della banca dati delle decisioni civili, gratuita e accessibile. Puntiamo sul potenziamento delle risorse: entro il 2026 e perla prima volta da 80 anni, colmeremo gli organici dei magistrati, oltre all'assunzione di 11.500 amministrativi. Alcuni risultati già si vedono: la durata media dei processi civili si è già ridotta del 20%, quella dei penali del 28 %. Di questo dobbiamo ringraziare anche i magistrati, che hanno lavorato molto e molto bene. E ci tengo a dire che, al di là delle divergenze di vedute sulla riforma costituzionale, il rapporto con Anm e Csm è costante: abbiamo avuto incontri su questioni organizzative e siamo pronti ad accogliere i loro contributi. 
 
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