Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Zaia “Questa riforma sarà l'ultimo treno per l'Italia. Non abbandoneremo il Sud”

Carmelo Lopapa, la Repubblica, 24 giugno

Redazione InPiù 29/06/2024

 Zaia “Questa riforma sarà l'ultimo treno per l'Italia. Non abbandoneremo il Sud” Zaia “Questa riforma sarà l'ultimo treno per l'Italia. Non abbandoneremo il Sud” «Sia chiaro che questo è l’ultimo treno che passa per l’Italia. Il modello centralista ci ha portato al disastro che viviamo: ha fallito. Se il Paese è a due velocità, se i cittadini sono costretti a fare le valigie per curarsi, se ci sono diseguaglianze, non è certo colpa dell’Autonomia che non c’è. Io dico solo una cosa: mettiamola alla prova, anche e soprattutto nelle Regioni meridionali, questa forma di federalismo della quale tanti parlano senza cognizione di causa». Luca Zaia è il padre della riforma che ha suscitato un moto di sdegno e la mobilitazione di opposizioni e sindacati. Ne parla intervistato da Carmelo Lopapa per la Repubblica del 24 giugno. Presidente Zaia, teme che il Colle possa frenare o addirittura non controfirmare la riforma? «Stimo e ho un ottimo rapporto col presidente Mattarella, rispetto profondamente le sue prerogative e so che anche in questo caso agirà in ossequio ai dettami della Costituzione. La Carta della quale lui è garante e che però, mi piace ricordare, è autenticamente  federalista». La Costituzione sì, ma l’Autonomia differenziata forse si spinge oltre la soglia. L’avete voluta a tutti i costi, a tappe forzate e senza copertura per i Lep, pur di issare la bandiera leghista sul trofeo. Forse occorreva una discussione più ponderata? «Sono un inguaribile ottimista e ho rispetto per chi non la pensa come me. Ma c’è un limite a tutto. A chi, come avviene tra i banchi dell’opposizione, ci critica dopo aver modificato il Titolo V per arginare la crescita della Lega in quegli anni, dico che è inaccettabile». Vi replicano che era il 2001, preistoria. Elly Schlein era un’adolescente. «D’accordo. Prendo atto che rinnegano la loro storia. Ma in tanti anni col Pd al governo quella riforma non l’hanno mai cancellata. Non siamo la banda bassotti che è scappata con la refurtiva. Rispetto le opinioni di tutti ma le regole della democrazia valgono per tutti». Commercio estero, istruzione, sanità. Chiederete subito le deleghe che non richiedono una definizione dei Lep? Siete proiettati verso una riedizione della Repubblica veneta? «Questa farsa della secessione dei ricchi è una narrazione irrispettosa nei confronti dei cittadini. Nessuno vuole separarsi dalla Repubblica italiana o strappare funzioni essenziali». L’istruzione e la sanità lo sono. «Ma una cosa è trasferire la pubblica istruzione, che resta prerogativa dello Stato, altro è parlare di alcune funzioni che potrebbero essere delegate». Molti insegnanti fuggiranno al Nord per garantirsi stipendi migliori. Ci sarà una scuola di serie B, inevitabilmente al Sud. «Chi viene dal Sud lo fa già e lo farà perché al Nord ci sono più posti di lavoro, il contratto di lavoro è nazionale». Per ora. Poi sarà differenziato anche quello. «Non c’è nulla di definitivo, la trattativa non è minimamente iniziata. Ed è innegabile che il costo della vita non sia una variabile da poco». Succederà la stessa cosa con la sanità. Fuga al Nord per curarsi e per lavorare. L’eguaglianza nel diritto sacro alla salute sarà compromessa, non pensa? «Tutti i cittadini italiani devono essere curati alla stessa maniera e avere la stessa aspettativa di vita. Questa è la vera sfida anche per quelle Regioni che oggi conoscono la migrazione sanitaria». (Leggi l'intervista completa sul sito InPiù
 
Altre sull'argomento
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.