Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Lomborg: «I morti per il clima sono diminuiti del 97%»

Francesco Borgonovo, La Verità, 29 giugno

Redazione InPiù 29/06/2024

Lomborg: «I morti per il clima sono diminuiti del 97%» Lomborg: «I morti per il clima sono diminuiti del 97%» I più hanno imparato a conoscerlo come «l’ambientalista scettico», dal titolo del suo primo bestseller dedicato alle mistificazioni ecologiste. Ora è tornato con Falso allarme (Fazi editore), un corposo volume dedicato al cambiamento climatico e, soprattutto, al catastrofismo che innerva i discorsi degli odierni attivisti. Bjorn Lomborg è intervistato da Francesco Borgonovo per La Verità del 29 giugno. Lei non è affatto un «negazionista climatico», per usare un termine piuttosto sgradevole ma di uso corrente. Nel suo libro lei si dice convinto non solo del fatto che il riscaldamento globale esista, ma pure del fatto che esso causerà parecchi danni. «Sì, io penso che il cambiamento climatico sia un fenomeno reale, penso che sia un problema. Però sto dalla parte di quello che dice la maggior parte della scienza in materia di cambiamento climatico, dalla parte di quel che dice anche la stessa Onu». E cioè? «La stessa Onu ci dice che il cambiamento climatico è un problema, ma non è la fine del mondo. Purtroppo, invece, tutta la narrazione intorno al cambiamento climatico è estremamente apocalittica, ci vuol far credere che davvero il cambiamento climatico rischia di portare all’estinzione dell’umanità da qui a breve». Cosa che lei ritiene essere falsa. «Non solo questo è falso, ma serve a terrorizzare i cittadini, le persone comuni e soprattutto genera un panico diffuso che è, diciamo, la forma mentis peggiore per affrontare il problema del cambiamento climatico. Quello che dico io è che dovremmo adottare un approccio basato sull’evidenza, basato sulla scienza, per evitare di spendere un’enorme quantità di soldi in soluzioni decisamente poco efficaci. Dobbiamo evitare, in poche parole, di bruciare tanto denaro per pratiche che non conducono affatto alla risoluzione del problema. Dovremmo adottare un approccio più pragmatico, più realistico, che è l'unico modo per affrontare veramente la questione». Tante volte in passato abbiamo sentito allarmi simili a quello attuale sul riscaldamento globale. Un tempo si parlava molto di buco nell’ozono, di effetto serra. Al Gore realizzava documentari decisamente allarmistici, tanto per citare un personaggio celebre. Eppure quel tipo di allarmismo non è mai stato massivo, pervasivo e globalmente diffuso come quello attuale. Le chiedo allora: quando è cambiata la narrazione? Quando ha cominciato a imporsi il racconto che ci ha convinto dell’imminenza dell’apocalisse? «È un’ottima domanda. È stato un processo lento. Come lei ricordava, già Al Gore più di venti anni fa ci parlava del fatto che avremmo osservato un aumento di 20 metri del livello del mare di lì a poco. Se fosse stato vero sarebbe stato tragico, ma non si è verificato. Si parlava dell’estinzione degli orsi polari, ma neanche questo si è verificato. Credo che questa tendenza all’allarmismo purtroppo sia un fenomeno presente nel Dna delle nostre società. E non è un fenomeno neanche nuovissimo». Decisamente no. «Ricorderete il dibattito sui limiti della crescita negli anni Settanta. Si diceva che nel giro di qualche decennio la civiltà sarebbe collassata perché non avremmo avuto più cibo. Era simile alla narrazione secondo cui il buco nell’ozono avrebbe provocato conseguenze devastanti. E ancora negli anni Ottanta si parlava della pioggia acida che avrebbe presto distrutto le foreste. Tutte queste narrazioni avevano dei granelli di verità, certo. Però poi, purtroppo, sono esplose, sono sfociate nell’allarmismo e quello che sta avvenendo col cambiamento climatico è esattamente la stessa cosa». (Leggi l'intervista completa sul sito InPiù)
Altre sull'argomento
Lomborg: «I morti per il clima sono diminuiti del 97%»
Lomborg: «I morti per il clima sono diminuiti del 97%»
Francesco Borgonovo, La Verità, 29 giugno
Gaiani: «Europei in Ucraina? Mancano le armi»
Gaiani: «Europei in Ucraina? Mancano le armi»
Fabio Dragoni, La Verità, 6 maggio
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.