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Bernard-Henri Lévy: “Dietro alla destra che avanza c'è la mano della Russia”

Maurizio Molinari, la Repubblica, 17 giugno

Redazione InPiù 22/06/2024

Bernard-Henri Lévy: “Dietro alla destra che avanza c'è la mano della Russia” Bernard-Henri Lévy: “Dietro alla destra che avanza c'è la mano della Russia” C’è un filo che tiene insieme l’avanzata delle destre in Europa, Le Pen e Meloni, l’invasione dell’Ucraina, gli attacchi di Hamas e l’antisemitismo. Un filo che risale a Putin e alla strategia del Cremlino per indebolire l’Europa democratica. Una vera emergenza per il filosofo Bernard-Henri Lévy che a Repubblica delle idee ha dialogato con il direttore Maurizio Molinari su “Democrazie sotto attacco”. Lévy, il presidente francese Macron, di fronte al sorprendente risultato delle elezioni europee che ha premiato Marine Le Pen, ha deciso di indire le elezioni per il 30 giugno. Che cosa c’è in palio? «Queste elezioni sono un’operazione verità. La domanda che pone Macron è la seguente: “Volete veramente Le Pen al potere?, che i populisti di estrema destra si impadroniscano delle istituzioni, persone come Salvini?”. È questo il quesito».  Ma perché così tanti francesi hanno votato per l’estrema destra? «Perché tanti italiani hanno votato per Salvini e Meloni? Perché le sinistre, francese e italiana, stanno crollando? Le ragioni sono le stesse e le conseguenze sono le stesse. Una parte della responsabilità è dei democratici e in particolare della sinistra. In Francia la sinistra si è accodata a Mélenchon, ha accettato di scendere a patti con un partito, La France Insoumise, antisemita. La sinistra francese ha accettato di scendere a compromessi su cose essenziali. Poi ci sono quelli che io chiamo i conservatori onesti, che da anni fanno compromessi con Le Pen, giocano sull’ambiguità. Finché tutto questo presenta il conto e si paga un prezzo molto elevato». Noi in Italia abbiamo sempre guardato ai repubblicani francesi, alla destra gollista come a una destra repubblicana, anti-fascista, protagonista contro il nazismo. Come è possibile che oggi gli eredi di de Gaulle vadano con Le Pen? «Forse fa un po’ troppo onore alla Francia. Perché di France ce ne sono due: quella dei gaullisti e quella dei petainisti, gli antifascisti degli anni Trenta e quelli che negli stessi anni Trenta volevano un Mussolini francese. Ancor prima, alla fine dell’800, c’erano due France, una a favore di Dreyfuss, l’altra contro. È un corpo a corpo ideologico e politico. Destra in Francia non significa nulla. Ce n’è una decente. moderata, conservatrice, europea; e una fascista, anti-europeista, filo Putin. Sono inconciliabili, e l’errore dei francesi è stato intendere la destra come se fosse una. Così come ci sono due sinistre inconciliabili: quella filo-europea e quella anti- europea». Lei vede nella Le Pen una Meloni francese? «Una Meloni francese e forse persino una Meloni sommata a Salvini. Meloni e Salvini sono simili con differenze su certi punti, vedi la Russia e Putin. Le Pen e Bardella sono, insieme, Meloni e Salvini. È la pancia fascistizzante sommata al fronte filo Putin». Ma perché? “L’estrema destra francese conduce da 10-15 anni una campagna con soldi russi. Anche l’estrema destra in Italia è finanziata da soldi russi: per esempio, Salvini».  (Leggi l'intervista completa sul sito InPiù)
 
 
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