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Georgieva (Fmi): "Il Mes conviene a tutti. Per l'Italia è il momento di ridurre il debito"

Paolo Mastrolilli, La Repubblica, 28 gennaio

Redazione InPiù 28/01/2024

Georgieva (Fmi): Georgieva (Fmi): "Il Mes conviene a tutti. Per l'Italia è il momento di ridurre il debito" "L'Italia dovrebbe ratificare il Mes perché le conviene, e tagliare il debito perché è necessario. Nel 2024 l'Ucraina avrà bisogno di 42 miliardi di dollari di assistenza, che merita. L'intelligenza artificiale va regolata subito, con standard globali". Sono alcuni suggerimenti che la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva offre in una intervista esclusiva con Repubblica di Paolo Mastrolilli, pubblicata domenica 28 gennaio. Oggi è a Roma per il vertice Africa Italia, che contributo darete? «La buona notizia è che vediamo prospettive più brillanti per il 2024. L'anno scorso la crescita in Africa è stata del 3,3%, per il 2024 prevediamo il 4%. Ma non è abbastanza, per due ragioni. La prima è che la crescita del reddito pro capite è ancora piuttosto bassa, in media l'1%. In secondo luogo, l'Africa è destinataria in modo sproporzionato delle vulnerabilità politiche. Per l'Fmi è fantastico che l'Italia abbia scelto di metterla in cima all'agenda del G7. Non possiamo avere un mondo prospero senza un'Africa prospera. E in molti paesi europei, compresa l'Italia, sono in primo piano i rischi di un'immigrazione incontrollata che pub portare instabilità oltre i confini da cui proviene. Ma c'è anche un'altra ragione ed è la transizione verde. L'Africa ha i minerali, i metalli, il sole, il vento, l'energia idroelettrica, e sono molto incoraggiata nel sentire sempre più leader parlare di industrializzazione verde come modo per portare la crescita». Vede ancora la possibiità di un prestito Fmi alla Tunisia? «Ho avuto un ottimo incontro col premier tunisino a Davos. Abbiamo discusso l'importanza di perseguire le riforme interne e trarre vantaggio dai consigli del Fondo. Si dice che la Tunisia abbia chiuso la porta all'Fmi: la porta è spalancata, vogliamo lavorare in modo collaborativo. Spetta al paese decidere come affrontare il futuro, ma sono fiduciosa che il programma di cui abbiamo discusso tornerà, perché sarebbe vantaggioso per la Tunisia». Quali questioni economiche e finanziarie vorreste nell'agenda G7? «La presidenza italiana arriva in un momento in cui le nubi sull'economia mondiale si sono diradate, ma resta molto da fare. Stiamo facendo progressi con l'inflazione, perb il lavoro non è terminato. Perché? Negli ultimi anni è stato accumulato molto debito, le riserve sono esaurite e vanno ricostruite. In secondo luogo, viviamo in un mondo in cui c'è maggiore frammentazione. Terzo, l'intelligenza artificiale. Sono molto incoraggiata nel vedere che, giustamente, è stata posta in cima all'agenda. L'Fmi ha appena pubblicato un documento sull'AI e i mercati del lavoro: a livello globale, il 40% dei posti pub essere influenzato, positivamente e negativamente. Per le economie avanzate sarà il 60%. Quindi per il G7 è un problema da affrontare subito. Abbiamo esaminato la preparazione dei paesi in base a quattro criteri: infrastruttura digitale; capitale umano e flessibilità del mercato del lavoro; innovazione nel modo in cui penetra nell'economia; regolamentazione ed etica. L'Italia è tra i primi 40 e quindi ha un vantaggio comparato. Ciononostante c'è molto da fare, e il nostro appello ai governi è di agire ora. A Davos abbiamo parlato della disinformazione come rischio numero uno. L'AI lasciata a se stessa pub essere un enorme disgregatore negativo, in questo senso l'Europa è stata più proattiva. L'equilibrio tra innovazione e regolamentazione è difficile, spero che l'Italia aiuti il mondo a fare la cosa giusta». Abbiamo bisogno di nuove regole e un'agenzia internazionale? «Vorremmo standard stabiliti a livello globale. Se ciò significa un'agenzia, spetta ai membri decidere, ma stiamo esaurendo il tempo per creare un quadro giuridico e normativo migliore». 11 30 gennaio pubblicate l'aggiornamento del WEO.
 
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