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Maria Elisabetta Casellati: «La riforma non tocca il Colle. Ora confronto in Parlamento, l'opposizione non alzi muri»

Paola Di Caro, Corriere della Sera, 17 novembre 2023

Redazione InPiù 18/11/2023

Maria Elisabetta Casellati: «La riforma non tocca il Colle. Ora confronto in Parlamento, l'opposizione non alzi muri» Maria Elisabetta Casellati: «La riforma non tocca il Colle. Ora confronto in Parlamento, l'opposizione non alzi muri» Sul Corriere della Sera di venerdì 17 novembre Paola Di Caro intervista il ministro delle Riforme Elisabetta Casellati. Perché un governo con una leader riconosciuta, una maggioranza netta e una opposizione oggi divisa sente il bisogno di battere il pugno sul tavolo per cambiare la Costituzione? Elisabetta Casellati ha una risposta sola: «La riforma costituzionale non riguarda affatto questo governo, ma il futuro del nostro Paese. Il tempo è maturo per uscire da una situazione di stallo. È da 40 anni che si cerca di cambiare la forma di governo, il che evidenzia la consapevolezza comune di tutte le parti politiche che il sistema parlamentare disegnato dai nostri costituenti non è riuscito a garantire la stabilità. Del resto, lo dicono i numeri: in 75 anni di storia repubblicana abbiamo avuto 68 governi con durata media di 14 mesi, immagine di una incapacità di esprimere un indirizzo politico di lunga durata con conseguenze nefaste sulla nostra credibilità internazionale e competitività economica». Avete toccato solo 4 articoli nel testo che sarà presentato alle Camere, ma in realtà cambia tutto. «Francamente non vedo tutti questi stravolgimenti. Al contrario il testo è ispirato ad un criterio “minimale” di modifica della Costituzione, perché si limita ad interventi che servono a conseguire i nostri obiettivi: garantire stabilità e ricondurre la composizione dei governi alla volontà popolare. Da troppo tempo gli italiani hanno visto il loro voto finire nel cestino a causa di ribaltoni o giochi di palazzo, che hanno provocato sfiducia nella politica e un forte astensionismo nelle tornate elettorali. Un vulnus per la democrazia. Tutti a parole si proclamano “riformatori”, ma nei fatti vogliono che le cose non cambino». Molte le critiche dalle opposizioni, a partire dal ridimensionamento dei poteri del capo dello Stato, nella scelta del premier, nello scioglimento delle Camere. «Nove sono gli articoli della Costituzione che riguardano il ruolo e le prerogative del capo dello Stato. Nulla è stato toccato, compreso il potere di sciogliere le Camere dopo aver constatato il fallimento di un governo. I continui e insensati richiami dell’opposizione al Quirinale mi sembrano solo strumentalizzazioni e goffi tentativi di coprire l’infondatezza evidente delle obiezioni. Abbiamo scelto il premierato proprio per venire incontro alle loro istanze, essendoci presentati con una formula aperta all’attività di ascolto di quasi un anno con opposizioni, costituzionalisti, categorie economiche e sindacati». 
 
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