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Marco Magnifico (Fai): “Dire sempre no è solo ideologia. Il paesaggio non è intoccabile”

Luca Fraioli, la Repubblica, 9 dicembre 2022

Redazione InPiù 10/12/2022

Marco Magnifico (Fai): “Dire sempre no è solo ideologia. Il paesaggio non è intoccabile” Marco Magnifico (Fai): “Dire sempre no è solo ideologia. Il paesaggio non è intoccabile” «L’associazionismo del “no sempre e comunque” è morto. Non è neppure etico, è solo ideologico. Le emergenze climatica ed energetica sono le più grandi che il genere umano deve affrontare: è chiaro che bisogna scendere a patti». Marco Magnifico (intervistato su Repubblica del 9 dicembre da Luca Fraioli) dal dicembre 2021 è presidente del Fondo per l’ambiente italiano (Fai), associazione che, come recita lo slogan, «si impegna ogni giorno per proteggere la bellezza del nostro Paese». A un anno dal suo insediamento, Magnifico imprime una svolta inattesa tra i “protezionisti” del paesaggio che si battono contro le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici. Firmando, con Legambiente e Wwf, il documento “Paesaggi rinnovabili”, sdogana l’installazione di impianti per la produzione di energia green. Presidente Magnifico, uno dei dodici punti riguarda i pannelli fotovoltaici nei centri storici. Il Fai dice sì anche a quelli? «Assolutamente. E daremo l’esempio: nella nostra sede milanese presso la Cavallerizza, presto l’intera falda del tetto esposta a sud sarà coperta da pannelli fotovoltaici. Voglio proprio vedere se qualcuno osa bocciarla. Dobbiamo produrre energia pulita e se c’è un tetto esposto a sud è giusto sfruttarlo, anche nei centri storici, certo, non sul Duomo o sulla Scala. Il vero problema è che in Italia chi deve decidere se autorizzare o meno un impianto non ha le competenze necessarie». Si riferisce alle Sovrintendenze? «Sì, che non vanno escluse dal processo decisionale, ma anzi preparate e coinvolte di più. Faccio un altro esempio legato alla nostra attività per far capire quanto certe decisioni possano essere paradossali. Il Fai ha restaurato un monastero-masseria vicino Lecce. Sul tetto, piatto e ribassato rispetto alle mura perimetrali, volevamo mettere dei pannelli fotovoltaici. La Sovrintendenza ci ha detto no. Abbiamo obiettato che, vista la loro posizione, nessuno avrebbe potuto vedere i pannelli. Ci hanno risposto che si sarebbero visti dall’elicottero. Questi sono eccessi ideologici dannosi per il Paese». Lei sostiene che occorre una maggiore preparazione. «Esatto. E faccio mea culpa: anche noi come Fai ci siamo concentrati sulle bellezze storico-culturali e abbiamo trascurato la bellezza storico-naturalistica, che è il frutto dell’intervento umano sulla natura. La stessa lacuna c’è nelle Sovrintendenze: ci sono esperti che tutelano le opere d’arte, dai dipinti di Giotto alle composizioni di Verdi. Ma dove sono gli esperti di quell’opera d’arte collettiva che è il paesaggio italiano?» 
 
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